Un viaggio ormai decennale, che ha vissuto il suo culmine in una celebrazione indimenticabile. Tutto in una notte, e che notte. Stiamo parlando di quella che Filippo Maria Fanti, in arte Irama, ha vissuto ieri giovedì 11 giugno 2026 a Milano. Non in una location qualsiasi, ma nel tempio della musica: lo stadio di San Siro. Una grande celebrazione dei suoi primi dieci anni di percorso artistico, pensata come un viaggio attraverso tutte le anime della sua musica e della sua evoluzione. Dall’alto della magniloquenza dello stadio, l’artista ha dato il via ad uno show unico che ha rappresentato un punto di arrivo nella sua carriera. Già tempestata di successi, grazie a 55 dischi di Platino, a numerose partecipazioni a Sanremo, a hit rimaste nella memoria di migliaia di fan.
Un artista capace di attraversare mondi musicali diversi mantenendo sempre una scrittura personale, intensa e immediatamente identificabile, ma anche un performer in grado di trasformare ogni concerto in un’esperienza emotiva e visiva totale. Com’è successo a San Siro, dove Irama e il suo team hanno messo in piedi una produzione tra le più ambiziose mai realizzate per un suo live. La direzione creativa dello show, guidata dal management Intera Musica di Giuseppe Greco e Ignazio Pisano, è stata affidata a Vanta Studio, collettivo creativo che sviluppa concept, direzioni artistiche e strategie di comunicazione nei territori della musica, del design e dell’arte.



A dominare la scena un gigantesco rosone gotico del diametro di circa 10 metri, interamente rivestito da superfici video e concepito come cuore visivo dell’intero show. Per ogni brano sono stati sviluppati contenuti dedicati e animazioni sincronizzate ai ledwall, trasformando la scenografia in un elemento narrativo vivo e in continua evoluzione. Che Irama ha osservato dall’alto, come dicevamo, comparendo a sorpresa dal nuovo balconcino panoramico di San Siro, il San Siro Skywalk, diventando il primo artista a utilizzare questo spazio nell’ambito di un concerto allo stadio. Da lì ha interpretato “Tu no” in una versione celebrativa, coinvolgendo il pubblico nel ritornello prima di scomparire dalla vista, per poi ricomparire, pochi istanti dopo, alle spalle della scenografia principale per il vero ingresso sul palco.

A rubare l’occhio anche una lunga passerella con finale circolare, uno degli elementi tecnologicamente più innovativi dell’intera produzione, con la superficie composta da ledwall calpestabili ad alta definizione che trasformano il palco in una vera estensione narrativa del live. Permessa dalla tecnologia Zactrack che ha rilevato tutti i movimenti di Irama, generando effetti interattivi sul pavimento, che si illuminava, cambiava forma e creava un dialogo continuo tra artista, musica e immagini.
Uno show completo, che ha avuto diversi effetti speciali, con l’utilizzo scenografico di fiamme, fumo e cascate di scintille proiettate dall’alto verso il basso, dando vita ad alcuni dei momenti visivamente più spettacolari dell’intero show. Ma anche con degli speciali bracciali luminosi distribuiti al pubblico, trasformando il pit in un mare luminoso di fan, che hanno reso il panorama ancora più emozionante.



Al ritmo di alcune delle canzoni più note di Irama. Dai successi che ne hanno segnato l’ascesa ai brani più recenti tratti dall’album “Antologia della vita e della morte”. Da “Ovunque sarai” a “Nera”, da “La genesi del tuo colore” a “Lentamente”, passando per “Mediterranea”, “Arrogante” e “Tu no”, il concerto ha raccontato tutte le sfumature della sua identità artistica. Non manca “Cabana”, il nuovo singolo che racconta notti da vivere fino in fondo, tra musica, attrazione e voglia di lasciarsi andare. E anche diversi ospiti di prim’ordine come Annalisa, Arisa, Giorgia e Rkomi. Testimoni di una notte resa ancor più speciale, che, siamo sicuri, Irama non dimenticherà mai. Una notte che rappresenta solo un punto di partenza, visto che tra i prossimi impegni del cantautore, oltre alla nuova avventura come giudice di X Factor, ci sarà anche il ritorno live nei Palasport dal prossimo dicembre con il nuovo tour “A chi ci sarà sempre”, sempre prodotto da Vivo Concerti, pensato come un nuovo capitolo da condividere con il pubblico che lo ha accompagnato in questi dieci anni di carriera.