Gli anni ’90 sono tornati alla riscossa. Li abbiamo visti come ispirazione nelle sfilate, nel design, nel cinema, nel ritorno in auge di icone indiscusse del decennio conclusivo e più chiacchierato del ’900, tra contraddizioni e fascino che oggi più che mai risuona familiare, seppur lontano. Certo, è stata un’epoca che ha segnato un’influenza incredibile e duratura nel tempo, rappresentando uno spartiacque decisivo nel panorama della moda internazionale; pertanto è praticamente impossibile non guardare agli anni ’90 con un pizzico di nostalgia, anche per chi quegli anni non li ha mai effettivamente vissuti.
Nostalgia per un momento in cui a dettare legge nel sistema moda erano in pochi, dove a trainare le tendenze erano stilisti leggendari e dal talento smisurato, dove c’era ancora voglia di osare, sperimentare, ma restando con i piedi per terra. Far sognare i compratori con collezioni desiderabili e da indossare per davvero. E poi c’erano loro, le supermodels, un fenomeno culturale che ha coinvolto il mondo intero. La loro entrata in scena sulle passerelle era il momento più atteso di ogni show, creando dei momenti emozionanti di pura magia.
Magia che iniziava ancor prima della sfilata, perché il cuore pulsante di questa frenesia fatta di glamour e duro lavoro era palpabile soprattutto nei backstage. C’erano Kate, Naomi, Christy, Carla, Linda, Claudia; qualcuna amava ritoccarsi il make-up, altre fumare una sigaretta, altre ancora ridere e scherzare tra loro per ingannare il tempo. Scatti immortali che trasudano bellezza, giovinezza, creatività, edonismo e voglia di vita. Scatti reali che sono il ritratto di un’epoca che, nonostante cerchiamo ancora di replicare, non tornerà mai più.
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