Seconda collezione disegnata da Miguel Castro Freitas per Mugler, la sfilata Autunno Inverno 2026 da poco svoltasi a Parigi porta in passerella diversi codici storici della maison, reinterpretati in chiave contemporanea. Ritornano le spalle importanti di ispirazione anni ’80, spesso squadrate o volutamente enfatizzate con punte spropositate, in contrasto con punti vita accentuati, elementi che fanno parte del DNA storico di Mugler.
Queste silhouette strutturate incontrano però una palette cromatica sorprendentemente vivace rispetto all’immaginario Mugler degli ultimi anni, connotato dal monocromo, prevalentemente scuro. La gamma dei colori spazia infatti dal viola al ciclamino, fino al verde lime, con tocchi di arancione e verde acqua che emergono accanto a mise di pelle nera attillata. Viola e melanzana sono i veri protagonisti della collezione, declinati in stole, completi e giacche strutturate.
Come visto anche in altre sfilate di questa stagione, tornano maxi pellicce e sbrilluccichii, elementi che sembrano costituire un vero e proprio fil rouge della donna 2026–27 emersa dalle passerelle di questo mese. Le reference di questa donna Mugler sono molteplici, così come le silhouette. In diversi look l’accento è posto sul punto vita, mentre nelle proposte più invernali, con pellicce e giacche pesanti, le forme diventano più avvolgenti, abbracciando il corpo in modo più morbido.
La donna che emerge da questa collezione appare forte e determinata con qualche guizzo camp, come micro cappelli e acconciature, reminiscenze di figure provocative e un po’ cartoonesche, chiara eredità di Thierry. Tuttavia, sembra mancare quel quid capace di renderla immediatamente riconoscibile come una donna Mugler. In un panorama in cui la firma estetica e il senso di appartenenza a una maison sono fondamentali, questa collezione si pone come un esperimento formale non ancora arrivato a definito compimento.
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