Moda: perchè i brand continuano a cambiare CEO?

Negli ultimi mesi, le aziende di moda hanno assistito ad una serie di cambiamenti interni che hanno coinvolto le posizioni creative, ma anche quelle manageriali. Nell’ultimo periodo il panorama fashion ha testimoniato moltissimi giri di poltrona, oltre che svariate entrate e uscite di direttori creativi alle redini dell’ufficio stile. Tra questi, Alessandro Michele che ha abbandonato il timone creativo di Gucci lo scorso novembre, Ludovic De Saint Sernin che ha lasciato la direzione di Ann Demeulemeester dopo solo una stagione e Rhuigi Villaseñor che è uscito da Bally dopo un anno. Ma i movimenti interni dei brand coinvolgono anche il cambiamento dei CEO, gli amministratori delegati che si occupano di crescita finanziaria, strategie di marketing e connessione con i clienti.

Tra i marchi di moda che recentemente hanno assistito a nuove nomine di CEO, spiccano i nomi di Louis Vuitton, Christian Dior, Michael Kors, Jil Sander, Roberto Cavalli, Amiri e Sergio Rossi. Secondo quanto dichiarato su WWD da Caroline Pill di Heidrick & Struggles – società internazionale di consulenza manageriale – sarebbero 3 i fattori principali che spingono un brand a cambiare CEO: un cambiamento di proprietà del marchio stesso, il mercato in recessione e una scarsa performance finanziaria. «Se si tratta di un’azienda in difficoltà, è possibile che vogliano cambiare profilo, provare qualcosa di diverso» ha dichiarato a WWD. Le competenze più richieste oggi, in ambito manageriale, sarebbero una forte conoscenza dei prodotti proposti, uno stile dinamico e aperto al cambiamento e un’esperienza in Asia. Uno dei fattori fondamentali, inoltre, sembrerebbe essere l’energia: in un mercato fortemente influenzato dalla stanchezza post Covid, secondo Caroline Pill ci sarebbe bisogno di un CEO energico.

Inoltre, durante il periodo pandemico, le aziende erano più restie nel fare grossi cambiamenti interni, perciò negli anni successivi stiamo assistendo ad un cambiamento di massa. «I marchi più piccoli stanno affrontando sfide molto più grandi rispetto ai grandi marchi» ha sottolineato invece Jean Révis, socio fondatore della società di consulenza di lusso Mad. Ed è per questo, infatti, che le aziende di alta moda con gestione famigliare assistono a meno cambiamenti rispetto alle realtà più piccole. «Le persone hanno bisogno di essere rassicurate e lo sono dai marchi che hanno gestito con competenza la loro brand elevation». Révis ha inoltre spiegato che sempre più brand, ultimamente, stanno avendo «un ripensamento del modo in cui si riconnettono con i loro clienti», preferendo la relazione con il pubblico rispetto alle competenze più specifiche in ambito retail.

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