Milano dall’alto: gli interni e le architetture da vedere all’Open House 2026

Torna l’appuntamento primaverile con Open House Milano, il weekend in cui la città apre eccezionalmente le porte di luoghi normalmente inaccessibili al pubblico. Sabato 23 e domenica 24 maggio, il format internazionale nato a Londra nel 1992 e oggi presente in oltre 50 città nel mondo permetterà di visitare gratuitamente architetture private, interni storici, studi d’artista, teatri, hotel, spazi di lavoro e case d’autore. Il tema dell’edizione 2026 è “Milano dall’alto”: un invito a osservare la città come un organismo in continua trasformazione, attraverso skyline, cortili, torri, interni domestici e nuove forme dell’abitare. Tra gli oltre 80 luoghi visitabili, una parte significativa del programma è dedicata proprio agli spazi domestici: case private, atelier abitati, loft, studentati e residenze solitamente chiusi al pubblico.

Abbiamo selezionato alcune delle novità più interessanti di questa edizione: appartamenti d’autore, architetture razionaliste, ex spazi industriali riconvertiti e studentati contemporanei che raccontano una Milano in continua evoluzione. Le prenotazioni sono aperte da ieri, 19 maggio, sul sito ufficiale della manifestazione, le visite sono gratuite ma a numero limitato, mentre alcuni spazi resteranno accessibili liberamente fino a esaurimento posti.

Casa De Pas
Affacciata sull’Arena Civica, all’interno della Casa Fronte Parco progettata tra il 1950 e il 1951 da Pietro Lingeri, Casa De Pas riapre eccezionalmente al pubblico dopo il recente restauro curato da Martino De Pas insieme agli architetti Carlo Masera e Alessandro Ferrari. Negli Anni Settanta il progettista Jonathan De Pas trasformò l’appartamento di famiglia in un grande open space fluido e permeabile, immaginando una nuova idea di domesticità fondata su continuità visiva, flessibilità e integrazione totale tra arredi e architettura. Ancora oggi il progetto conserva una sorprendente attualità, sospesa tra sperimentazione radicale e comfort quotidiano.

The AP-Art-ment
Più che una galleria, The AP-Art-ment una vera casa abitata dove arte contemporanea, collectible design e vita quotidiana convivono nello stesso spazio. Lo spazio nasce da un’idea di Pasqualina Lepore e Andrea Villa all’interno di un appartamento milanese degli Anni Venti trasformato in home gallery. Qui il visitatore attraversa ambienti domestici stratificati, lontani dalla neutralità delle gallerie tradizionali: opere, arredi e oggetti costruiscono un racconto intimo in cui memoria, ospitalità e ricerca estetica convivono senza gerarchie.

Blu Milano
Affacciato sulla Torre Velasca, all’interno di Palazzo dei Bersaglieri, Blu Milano è il progetto firmato dall’architetta Alessandra Villani che reinterpreta un appartamento ottocentesco senza alterarne l’impianto storico tutelato dalla Soprintendenza. Texture, contrasti cromatici e giochi di luce trasformano la casa in uno spazio quasi teatrale, dove il colore diventa uno strumento progettuale capace di modificare percezioni ed emozioni. Un interno contemporaneo che rifiuta il minimalismo neutro per costruire atmosfere dense, materiche e personali.

Centro di Produzione TV Rai Milano
Il Centro di Produzione TV Rai di corso Sempione racconta la Milano dei media, della radio e della televisione: studi, corridoi tecnici e architetture nate per dare forma a una voce collettiva. Il Palazzo della Radio fu progettato nel 1939 dallo studio Ponti Fornaroli Soncini insieme all’ingegnere Nino Bertolaia per l’EIAR, per poi essere inaugurato ufficialmente nel 1952, quando la televisione iniziava a sostituire la centralità della radio. Visitare questi spazi durante Open House significa entrare in un edificio storico ma anche in una parte dell’immaginario nazionale, osservando Milano da dietro le quinte.

Archiproducts Milano – FÒCO Interior Living Notes by Studiopepe
Un edificio di inizio Novecento sviluppato su due piani, allestito con arredi, tessuti, illuminazione e decorazioni che cambiano ogni anno grazie alla collaborazione con nuovi partner. FÒCO interpreta l’elemento del fuoco come chiave narrativa per leggere spazio, materiali e relazioni. Toni caldi, superfici brunite e atmosfere avvolgenti trasformano gli ambienti in un luogo di incontro, connessioni e visioni condivise. In continua evoluzione, Archiproducts Milano è il design center creato per accogliere architetti e interior designer in cerca di ispirazione e nuove soluzioni progettuali.

Collezione Giuseppe Iannaccone
La Collezione Giuseppe Iannaccone è una delle più importanti raccolte private dedicate all’arte italiana degli Anni Trenta e alla ricerca contemporanea internazionale. Il nucleo storico approfondisce l’espressionismo italiano tra il 1920 e il 1945, attraversando esperienze come la Scuola Romana, Corrente, il Chiarismo lombardo e i Sei di Torino: movimenti che hanno raccontato le tensioni interiori e sociali del loro tempo. Dai primi anni Duemila la collezione si è ampliata alla scena contemporanea internazionale, mantenendo come filo conduttore la centralità dell’essere umano e costruendo un dialogo continuo tra modernità e contemporaneità.


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