In una notte torrida di inizio estate, alla fine di un’estenuante giornata di lavoro per molti, ci voleva un regalo prezioso. E quale regalo migliore di un uomo di 30 anni, che viene da Glasgow, che canta di buoni sentimenti e che di per sé riesce a interpretarli con una sincerità schietta e senza compromessi? A Fiera Milano Live è ancora la musica internazionale a trionfare e ieri, mercoledì 17 giugno 2026, è stata la volta di Lewis Marc Capaldi – con special guest l’ottima Angelica Bove, reduce dall’ingresso nella classe 2026 di Spotify Radar Italia, e Temper City. Una delle voci più genuine del panorama britannico, tornato sulle scene e anche con un tour internazionale. Pantaloni, polo a righe a maniche lunghe, una scelta perfetta magari per qualsiasi data in UK, ma sbagliata per l’afa milanese. Una scelta che rappresenta l’unica cosa errata di una serata necessaria, impeccabile come la voce di Lewis che dal vivo sembra una carezza inaspettata, vedendo la sua figura così contraddistinta da due elementi: la sincerità e l’ironia. Il tipico british humor che magari non ti aspetti da uno che ha saputo interpretare rotture, amori, mancanza di persone carissime, in canzoni che ormai universalmente sono riconosciute. Ma che c’è, per fortuna, e abbiamo assaggiato vedendolo sul palco.


«È passato tanto tempo, tantissimo tempo da quando sono tornato. Ho dovuto prendermi una pausa. Mi siete mancati anche voi, grazie mille, davvero! Sì, ho dovuto prendermi una pausa nel 2023 per la mia salute mentale. Non stavo molto bene. Già. Grazie per aver applaudito a questa cosa, è piuttosto strano. Non stavo affatto bene. Woo! Forza! Comunque, sto scherzando. Fa un caldo assurdo, un caldo pazzesco. Le maniche lunghe sono state una pessima scelta. Quindi ho dovuto prendermi una pausa per la mia salute mentale. Però sono davvero felice di poter dire che ora sto bene. Sto bene, mi sento tornato quello di prima e mi sento alla grande. Voglio dire, in questo momento sto sudando da morire, ma a parte quello la mia salute mentale va davvero bene. Comunque, grazie mille per essere qui. Credo che questo sia il concerto più grande che abbiamo mai fatto fuori dal Regno Unito, quindi grazie davvero per essere venuti. È incredibile vedere così tanta gente qui, quindi grazie di cuore. E sì, stasera abbiamo un sacco di canzoni da suonare. Un sacco. Tantissime. Sono quasi tutte ballate, quindi… se siete venuti per fare festa, avete sbagliato posto», ha detto mentre parlava ai fan.


Non abbiamo sbagliato posto, caro Lewis. Perché comunque la data di Milano ha rappresentato un abbraccio che tutti si meriterebbero. Grazie alle sue canzoni migliori e a una scaletta efficace. Con canzoni che vanno da “Hollywood”, “Grace”, “Heavenly Kind Of State Of Mind”, “Wish You The Best”, a “Love The Hell Out Of You”, “Almost”, “Forever”, “Bruises”. Fino ad arrivare a “Pointless”, “Something In The Heavens”, “Leave Me Slowly”, “Before You Go”, “Fade” e al gran finale della celebre “Someone You Loved”. Con all’orizzonte una ruota panoramica che sembrava di stare al Coachella, forse anche per il clima. Anche se non era la California, ma Rho. Poco importa, anzi, anche meglio. Perché Lewis Capaldi ci ha portato un po’ di aria fresca, che nella musica non è ormai sempre scontata.
[📸 Courtesy of Words For You / © Christian Della Torre – Tommaso Longari – Antonio Troni]