A quasi novant’anni dalla sua realizzazione, anche grazie alla cura costante dei suoi abitanti, Villa Pestarini conserva intatta l’atmosfera di un autentico “modo di vivere alla milanese”, capace di fare scuola e di ispirare generazioni di progettisti. Un raro esempio di continuità tra architettura, interni e stile di vita, che oggi è nuovamente visitabile grazie ad Alcova, durante la Design Week di Aprile.

Progettata nel 1938 da Franco Albini, allora appena trentatreenne, la villa rappresenta un episodio fondamentale nella carriera di uno dei protagonisti più raffinati del Razionalismo italiano. Albini, architetto e designer milanese tra i più influenti del Novecento, è noto per il suo approccio rigoroso e poetico insieme, capace di coniugare funzionalismo, leggerezza strutturale e attenzione artigianale al dettaglio. Nel corso della sua carriera firmerà opere iconiche, dagli allestimenti museali (come quelli per Palazzo Bianco a Genova) al design di arredi diventati classici, fino alla progettazione – insieme a Franca Helg – di alcune stazioni della metropolitana milanese (linee M1 e M2), ancora oggi considerate esemplari. Avevamo scritto della Fondazione Franco Albini non molto tempo fa, realtà unica nel suo genere in quanto unisce

La nostra attenzione è ora riposta sulla villa, visitabile come accennato in via del tutto eccezionale. Commissionata dalla famiglia Pestarini, la villa sorge in via Mogadiscio, nella zona di Piazzale Tripoli a Milano, e si distingue sin dall’origine per il suo equilibrio tra rigore compositivo e originalità. Si tratta dell’unica casa unifamiliare progettata da Albini in autonomia, un elemento che ne accresce il valore storico e progettuale. In origine articolata su due livelli fuori terra e dotata di un giardino privato sul retro, la casa viene ampliata nel dopoguerra dallo stesso Albini, che nel 1949 realizza un sopralzo riconoscibile all’esterno per il rivestimento in lamiera ondulata bianca. Un intervento complesso, affrontato con iniziali riserve ma risolto con coerenza, che introduce la possibilità di un utilizzo plurifamiliare, rendendo la villa un caso quasi unico nel suo genere.
Dal punto di vista architettonico, Villa Pestarini è una limpida applicazione dei principi razionalisti al tema dell’abitare: il volume bianco nasce dalla sovrapposizione di tre parallelepipedi slanciati, scanditi da aperture calibrate e rigorosamente allineate. Sul fronte strada, una parete in vetrocemento filtra la luce e definisce l’identità dell’edificio, mentre all’interno dialoga con la scala in marmo a bassa pendenza, elemento di connessione tra zona giorno e zona notte. Il rigore esterno trova corrispondenza negli interni, progettati con estrema precisione planimetrica: Albini introduce soluzioni flessibili come pareti scorrevoli, soprattutto nell’area living, anticipando un’idea di spazio domestico adattabile alle diverse esigenze. A questo si aggiunge il disegno di arredi su misura, perfettamente integrati nell’architettura.

La straordinaria apertura della villa al pubblico, su prenotazione, offre quindi l’opportunità di immergersi in un’opera che non è solo un’icona del Razionalismo italiano e della mente di uno degli architetti più importanti del nostro paese, ma anche una testimonianza viva di un modo di abitare ancora sorprendentemente attuale.
[📷Courtesy of Alcova / © Luigi_Fiano]