“Avete mai immaginato che un luogo possa avere una sua anima?” Edoardo Tresoldi e lo spazio che diventa arte

«Avete mai immaginato che un luogo possa avere una sua anima?», chiede Edoardo Tresoldi all’inizio del suo discorso al TEDxBologna nel lontano 2017. Oggi, nel 2024, è uno degli artisti più affermati del panorama nazionale e non solo, grazie a una personalissima ma anche condivisibile narrazione. Una storia dove lo spazio è protagonista e anche mezzo, che indaga le poetiche del dialogo tra uomo e paesaggio attraverso il linguaggio architettonico come strumento espressivo.

L’arte e il mondo si incontrano. Un materiale come la rete metallica, affidato alle giuste mani e alla giusta sensibilità e sapienza artistica, infatti, diventa il protagonista di opere che contrastano e allo stesso tempo si fondono con il paesaggio circostante. Parola d’ordine, contaminazione. Quella tra il paesaggio e l’opera, quella tra il mondo fisico e quello metafisico, quella tra spazio e tempo, dove i limiti si dissolvono.

Dal 2013 Edoardo Tresoldi porta le sue installazioni in spazi pubblici, contesti archeologici, festival e mostre in tutto il mondo. Nel 2016, infatti, in collaborazione con il Ministero della Cultura, realizza l’intervento autoriale nello scavo archeologico della Basilica di Siponto, convergenza unica tra arte contemporanea e archeologia premiata con la Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana. Nel 2018 approda in uno dei festival più conosciuti al mondo, il Coachella, con l’opera “Etherea”. Nel 2019 presenta “Simbiosi” per il prestigioso contesto di Arte Sella, mentre, nel 2020, inaugura l’installazione permanente “Opera” a Reggio Calabria.

[📸 @ilcontephotography]

Condividi l'articolo sui social: