Ci sono anniversari che si celebrano guardando al passato e altri che diventano l’occasione per ridefinire il futuro. Per THE ATTICO, il traguardo dei dieci anni coincide con un momento di riflessione profonda sulla propria identità, un esercizio di consapevolezza che prende forma nella collezione FW26 e trasforma il concetto stesso di heritage in qualcosa di vivo, contemporaneo e in continua evoluzione. Fondata nel 2016 da Gilda Ambrosio e Giorgia Tordini, la maison ha costruito un immaginario preciso e riconoscibile, fatto di glamour spontaneo, sensualità istintiva e una femminilità che sfugge a qualsiasi definizione univoca. Oggi, a distanza di un decennio, quel linguaggio si arricchisce di nuove sfumature e guarda alle proprie radici con uno sguardo maturo.


Come spiegano le due fondatrici, questo anniversario ha rappresentato soprattutto un’occasione per interrogarsi sulle origini del brand e su ciò che continua a influenzarne la visione. Una riflessione che conduce inevitabilmente verso l’Italia, un’identità che, pur nel respiro internazionale di THE ATTICO, emerge con sempre maggiore forza e autenticità. «Abbiamo naturalmente ripercorso i nostri traguardi, ma soprattutto ci siamo interrogate sulle nostre origini e su ciò che plasma – e ha plasmato – la nostra visione del vestire, dello stile e del modo di presentarsi. Pur essendo cittadine del mondo, non possiamo negare la nostra identità e personalità italiane».
La donna immaginata per l’autunno-inverno 2026 è profondamente contemporanea ma porta con sé una memoria culturale precisa. Il suo guardaroba nasce dall’istinto, dall’osservazione delle donne che l’hanno preceduta e da quell’equilibrio tutto italiano tra rigore e disinvoltura, costruzione sartoriale e morbidezza, precisione e sensualità. Non c’è nostalgia in questo racconto: il passato non viene replicato, ma reinterpretato attraverso una sensibilità nuova.


Lingerie accennata, dettagli in pizzo, tailoring maschile, denim vissuto e il debutto del piumino entrano in dialogo in un guardaroba che appare stratificato e personale. Le silhouette si trasformano attraverso sovrapposizioni studiate, gli abiti seguono il corpo con naturalezza, mentre zip decorative e funzionali disegnano nuove linee sul corpo. Gli orli a foulard introducono movimento e leggerezza, mentre il bomber – uno dei codici distintivi del marchio – viene reinterpretato in materiali strutturati e preziose lane ricce di Mongolia.
La ricchezza della collezione si manifesta soprattutto nella materia. Pelle, lana, denim, jersey, raso e pizzo convivono in una costruzione tattile che dona profondità ai look, all’interno di una palette raffinata di toni neutri e sobri attraversati da accenti più decisi. È una femminilità che non cerca effetti immediati, ma che conquista attraverso dettagli, proporzioni e atteggiamento.
Anche gli accessori partecipano a questa evoluzione. La famiglia Cheope amplia il proprio vocabolario introducendo per la prima volta sandali infradito e stivaletti scultorei, estendendo il carattere architettonico dell’iconico tacco verso nuove interpretazioni. La Passeggiata continua il proprio percorso attraverso versioni in denim trattato e finiture dall’effetto vissuto, mentre nuove texture bicolore effetto coccodrillo ne enfatizzano il carattere distintivo. Parallelamente, Floor 01 consolida la propria natura ibrida, muovendosi tra funzionalità tecnica e quotidianità urbana.


A dieci anni dalla sua nascita, THE ATTICO non sente il bisogno di guardarsi allo specchio per celebrare ciò che è stato. Preferisce osservare da vicino ciò che l’ha resa unica: una visione della femminilità italiana fatta di contrasti, intuizione e libertà. La FW26 diventa così molto più di una collezione anniversario. È una dichiarazione di identità, il racconto di un percorso che continua a evolversi senza perdere il legame con le proprie origini, dimostrando che il modo più interessante di celebrare il passato è trasformarlo in qualcosa di profondamente attuale.


[📷 Courtesy of THE ATTICO / © KEVIN DRELON]