Moda: Regione Lombardia investe nel settore con un bando da 3,5 milioni di euro

Che la moda sia uno dei principali motori economici di Milano e, di riflesso, dell’intera Lombardia, è un dato ormai consolidato. Già tempo fa avevamo analizzato l’impatto economico generato dalle fashion week distribuite durante l’anno sul fatturato nazionale. Non sorprende, quindi, che Regione Lombardia scelga oggi di investire con decisione nel sistema moda, introducendo nuove misure a sostegno delle imprese del settore.

Di oggi la notizia infatti del debutto del bando Tertium, con una dotazione di 3,5 milioni di euro: il primo in Italia progettato per accompagnare in modo strutturato le PMI della moda e dell’artigianato d’eccellenza in un percorso di crescita evolutiva. Accanto a Tertium prende forma anche una misura complementare: i voucher di accelerazione, finanziati con 270 mila euro. L’iniziativa mira a potenziare le competenze manageriali e strategiche delle PMI, supportandole attraverso percorsi personalizzati presso strutture accreditate.

Debora Massari, assessore al Turismo, marketing territoriale e moda di Regione Lombardia, ha dichiarato a MFF che «Con queste iniziative rafforziamo il nostro impegno nel sostenere concretamente le imprese lombarde della moda e del design. L’obiettivo è valorizzare innovazione, qualità e apertura internazionale, mettendo a disposizione strumenti capaci di accompagnare le PMI lungo percorsi di crescita reale: dalla trasformazione dei processi produttivi fino al consolidamento sul mercato come brand competitivi e riconoscibili».

Il bando Tertium mette al centro la trasformazione d’impresa: non solo un sostegno economico, ma una leva strategica per favorire l’evoluzione delle aziende da contoterzisti a player autonomi e distintivi. Un cambio di paradigma che passa attraverso il posizionamento premium, la diversificazione dell’offerta e lo sviluppo di marchi forti e identitari. Tra gli elementi più innovativi figurano le collaborazioni con creativi emergenti e l’introduzione di modelli come il “work for equity”.

I progetti finanziabili coprono un ampio spettro di interventi: dalla transizione digitale ed ecologica al rafforzamento dell’identità di marca. Sono previsti contributi fino al 60% delle spese ammissibili, per un massimo di 150 mila euro, a fronte di investimenti minimi pari a 60 mila euro. Tra i costi coperti rientrano macchinari, tecnologie, consulenze specialistiche, attività di formazione e progettazione. Un’ottima iniziativa a supporto d quello che è, a tutti gli effetti, uno dei settori creativi ed economici più fertili del paese.


[📷 Instagram: florania]

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