Zaini: il ritorno in passerella di un accessorio divisivo

Prada l’ha proposto in un’invitante palette di colori sorbetto, nelle combinazioni del verde acqua e del lilla. Difficile per quanti abbiano visto la sfilata uomo SS26 non aver messo gli occhi sulla collezione di backpack proposta dal marchio italiano, nell’iconico nylon che irruppe nella moda di inizio anni ’90 consacrando la signora Miuccia Prada alla notorietà internazionale. Extra size o mini, gli zaini dell’ultima collezione Spring Summer si rifanno allo stile del camping traveller ma in un’inedita versione luxury, ⁠con cromie pastello che li hanno resi particolarmente desiderabili dal pubblico del front row e non solo. ⁠È stato senza dubbio l’accessorio più incisivo dello show

Più classici e con un sofisticato touch retrò gli zaini che Jonathan Anderson ha portato in passerella per il suo debutto da Dior, chiacchieratissimo e applaudito dalla maggioranza degli addetti ai lavori, che nel designer irlandese vede una delle inequivocabili figure di spicco della moda contemporanea. Tra riferimenti storici e preppy genderless, Anderson ha unito la sartorialità tipica dell’heritage Dior al suo immaginario fatto di romanticismo e realismo magico, con incursioni urban e daily che sapranno rendersi appetibili per i consumatori. Gli zaini dello show hanno riportato in auge il monogram vintage della maison parigina, per un’allure vintage che sa sempre come affascinare i consumatori.

Amati e odiati, gli zaini sono sempre stati un accessorio divisivo. Tra chi li trova comodi e perfetti per la quotidianità, c’è chi invece li trova irrimediabilmente poco donanti, troppo infantili e anche poco sicuri per spostarsi nelle grandi città, dato che spesso favoriscono un facile accesso a ladri e truffatori sui mezzi pubblici. Negli ultimi anni si erano visti molto poco sulle passerelle, a favore di messenger sportive con lunghe tracolle o Doctor’s bag in pelle. Ora, sembra che la tendenza stia vedendo un’inversione. Nello scorso decennio, gli zaini avevano invaso gli armadi tutti i fashion victim, compreso quelli delle ragazze, merito del revival degli anni ’90 e dell’ugly-chic, a cui la stessa Prada ha contribuito agli esordi, così popolare negli anni 2010. Poi, sono spariti, restando il fedele compagno di viaggio di turisti “con zaino in spalla” o impiegati che non possono rinunciare al loro Piquadro per andare a lavoro ogni giorno.

Che ora ne vedremo di più in giro? Resta sempre da capire lo stile e il modo in cui viene abbinato, per non incorrere in look ben poco gradevoli. Va bene la comodità, ma con pensiero.

[📷prada.com]

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