«C’è chi cambia casa ogni tre anni. Io sposto gli oggetti: così do loro una nuova vita». Questa frase di Yves Saint Laurent racconta perfettamente il suo modo di abitare gli spazi: nelle sue case, insieme al compagno di vita Pierre Bergé, lo stilista metteva molto più che arredi e opere d’arte; metteva sé stesso. Un amore totalizzante per la bellezza che andava ben oltre gli abiti e contaminava ogni aspetto della sua vita, ogni ambiente, ogni dettaglio.
Naturalmente l’arredamento, o più in generale il design, non facevano eccezione. Se i Jardin Majorelle di Marrakech sono tra le sue residenze più celebri, non sono certo le uniche ad altissimo tasso estetico. E non bisogna pensare che l’ispirazione araba sia stata l’unica a nutrire il processo creativo inesauribile dello stilista. Spostandoci a Parigi, in un’altra delle case condivise con Pierre Bergé, il mood cambia radicalmente, ma resta intatto il culto assoluto della bellezza.

Siamo al 55 di rue de Babylone, indirizzo dove Yves Saint Laurent e Pierre Bergé si trasferirono nel 1970. Un duplex di 600 metri quadrati affacciato su un giardino, trasformato in un vero e proprio scrigno d’arte, dove la coppia espose la propria straordinaria collezione di capolavori. Ispirati all’arredamento eclettico della villa dei Noailles, Saint Laurent e Bergé osarono mescolare stili, epoche e linguaggi visivi con una libertà sorprendente: opere di Francisco Goya accostate ad Andy Warhol, Edward Burne-Jones vicino a Piet Mondrian, Théodore Géricault accanto a Henri Matisse, marmi romani dialogavano con arredi Art Déco. Il loro modo dinamico di disporre le opere creava un dialogo continuo tra artisti e stili, un equilibrio visivo che ancora oggi appare di un gusto raffinatissimo e incredibilmente contemporaneo.


Non si trattava di una semplice casa, ma di un ambiente pensato come una scenografia privata, in cui ogni oggetto trovava il suo posto in un racconto estetico coerente e stratificato. Un bilanciamento perfetto tra classico e moderno, tra imponenza e calore domestico. Emblematica, in questo senso, la grande libreria a parete, che rifletteva l’amore della coppia per la cultura in tutte le sue forme: letteratura, arte, moda. Tutto, sempre, sotto il segno della bellezza.
[📸 © Musée Yves Saint Laurent Paris / Guy Marineau / Nicolas Mathéus]