Y3K: dal Giappone alle passerelle, il trend futuristico che ci fa dimenticare il Y2K

Addio Y2K, benvenuto Y3K. Anche se l’amore della moda per il gusto revival non finirà mai, ci sono dei trend che, più che ispirarsi al passato, guardano avanti, immaginando nuove silhouette e usando colori e materiali che ci fanno immaginare il futuro. È il Giappone ad insegnarcelo, che da sempre vanta una capacità di innovazione nella moda, non solo in termini di trend ma più in generale di una visione della moda sempre all’avanguardia sin dagli anni ’80, quando designer come Yohji Yamamoto hanno conquistato Parigi.

Strizzando l’occhio e forse anche lanciando una sfida al Y2K, che riprende l’estetica degli anni 2000, con il Y3K ci prepariamo a entrare nella nuova era del 3000, come suggerisce il nome del trend. Ed ecco che in Giappone arrivano tessuti metallizzati, stivali oversize, geometrismi e volumi, silhouette strutturate e tutto ciò che serve per sentirsi nel futuro, quasi come un robot. La tendenza, infatti, sembra essere una risposta all’implemento delle tecnologie IA assumendo letteralmente le sembianze di sub-umani. Dal look al make-up, con eye-liner grafici e colori sempre metallici e olografici e finish luminoso che sembra quello di un avatar. Tra le paladine di questo trend ci sono le Aespa, la girl brand sudcoreana di cui le componenti si sono spesso mostrate con look ispirati proprio al Y3K.

Futuristico, sì, anche se a noi ricorda molto la tendenza Space Age, quella esplosa negli anni ’60 dalla creatività di designer come Pierre Cardin, Courreges e Paco Rabanne, ripresa anche nel cinema sci-fi con protagoniste come Barbarella, interpretata da una giovanissima Jane Fonda tra micro bodysuits e stivali cuissardes. Forse, infatti, per guardare al futuro non possono mancare le ispirazioni al passato, come ci insegnano anche le ultime sfilate andare in scena ultimamente, dove le citazioni alle collezioni passate sono state una presenza fortissima.

[📸 ZUMA PRESS / MEGA]

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