Winona Ryder, l’anti diva per eccellenza consacrata ad icona eterna 

Se cercate su Youtube “Winona”, il primo risultato che vi apparirà nel motore di ricerca è un’omonima traccia di DJ Boring, con tanto di foto dell’attrice americana nei suoi anni d’oro sulla cover dell’album. A Winona Ryder sono stati dedicati brani, tatuaggi, libri, definizioni e anche interi moodboard di Tumblr. Lei, la ragazza simbolo degli anni ’90, ha incarnato l’animo di intere generazioni di teenager, che proprio in questa giovane attrice minuta e dai grandi occhi da cerbiatto, si sono riconosciuti, arrivando a sviluppare una sorta di ammirazione che sa più di setta che di semplice fanbase.

Winona Ryder ha avuto la straordinaria quanto rara capacità di rappresentare contemporaneamente sia un concetto antesignano di “bad girl” che di talentuoso e ineccepibile talento attoriale; tra vittorie e cadute, successi al botteghino e irresistibili capolavori del cinema indie, non è un attrice classificabile in una categoria rispetto a tante altre colleghe. Winona è semplicemente Winona, e sebbene si cerchi in tutti i modi di trovarne un’erede, – prima con Keira Knightley, poi con Millie Bobby Brown e ora con Jenna Ortega -, emularla è pressoché impossibile.

Venuta alla luce a Winona, una piccola città del Minnesota, da cui deriva il suo nome, la giovane sin da subito si distingue per l’aspetto androgino. Rispetto alle altre ragazze del sud degli Stati Uniti, alte, bionde e con velleità da cheerleader, Wino è bruna, minuta, porta i capelli cortissimi e indossa salopette con t-shirt oversize. Inoltre è timida e taciturna. A scuola subisce costantemente atti di bullismo da parte dei compagni di classe, proprio per il suo aspetto insolito, e per questo è costretta a concludere gli studi privatamente.

Forse non sa, appena adolescente, che proprio quel suo aspetto contribuirà a renderla un’icona del cinema e dello stile mondiale. Sin dalle prime pellicole, i ruoli che le vengono affidati sono quelli di ragazze poco più che adolescenti che nascondono una certa inquietudine interiore. Nella cinematografia giovanile così in voga negli anni ’90, le sue protagoniste si approcciano ai cosiddetti problemi “da ragazze” come fidanzati e amicizie, ma lo fanno in una maniera del tutto anti convenzionale. C’è qualcosa di weird, qualcosa di vagamente “stregonesco”, ma senza connotazioni malevole. Winona potrebbe essere la perfetta ragazza della “porta accanto” ma che ha un segreto da nascondere, un dark-side difficile da carpire completamente, ed è ciò che l’ha resa così affascinante.

I tormenti della Winona/donna, trasportati poi anche nella Winona/personaggio sul set, vengono percepiti da un’altra anima sensibile e outsider, che è Tim Burton. Si sa che tra incompresi ci si comprende perfettamente, e il regista consacra l’attrice a sua musa. Prima in “Beetlejuice” del 1988, e poi nel romanticissimo “Edward Mani di Forbice” del 1990. E proprio in quest’ultimo grande classico della cinematografia dark che incontra Johnny Depp, con cui instaura una storia d’amore che ancora oggi fa sognare migliaia di persone. Lui si tatua sul braccio “Winona Forever”, – poi cambiato in “Wino Forever” dopo la fine della relazione -, lei ammette che “Johnny è stato il suo primo vero e puro amore”. Belli, giovani e oscuri quanto basta a solleticare i gusti dei rotocalchi, vestiti in pelle o in denim, la loro storia resta negli annales delle “couple goal” per eccellenza.

Gli anni ’90 sono il decennio che vede la consacrazione definitiva di Winona come attrice dell’Olimpo di Hollywood. Sono gli anni glamour dell’amicizia con Gwyneth Paltrow, – spezzatasi quando la bionda le ruberà il copione di Shakespeare in Love” con cui vincerà l’Oscar -, della relazione con Matt Damon, e di pellicole come “Piccole Donne”, dove interpreta un’indimenticabile Jo March, devolvendo gli interi incassi del film in beneficenza, di sontuosi capolavori in costume come “L’età dell’Innocenza” e “Dracula di Bram Stocker” e del cult movie “Ragazze Interrotte”. Con il suo pixie cut, le sigarette fumate con l’aria persa nel vuoto, e i grandi occhioni sgranati un po’ paurosamente sul mondo, il suo personaggio di Susanna definisce bene l’estetica della “Sad Girl”, e Winona diventa il punto di riferimento di tutte quelle ragazze che si sentono tristi, ma senza sapere perché lo sono.

E Winona, forse, un pò di quell’inspiegabile tristezza se la porta dietro, a dispetto di una carriera costellata di successi. Nel 2001 viene beccata a rubare nei grandi magazzini di Saks Fifth Avenue a Beverly Hills. Nella borsa le trovano una serie di articoli d’abbigliamento per un totale di oltre 4.000 dollari, nonché diversi flaconi di farmaci. Lei, l’attrice più desiderata degli anni ’90, una giovane donna che poteva avere tutto, soffriva di cleptomania, tradendo un disperato senso di vuoto mai colmato. Al processo si presenta con total look bon-ton di Marc Jacobs, sancendo ancora una volta, la sua capacità di essere iconica, anche contro la sua volontà.

Per anni, Wino è stata lontana dalle scene; un piccolo cameo nel film premio oscar “Il Cigno nero” del 2010, nel ruolo di una ex prima ballerina sul viale del tramonto, ancora una volta confermano la capacità della Ryder, ora matura, di indagare nella psiche di personaggi oscuri e sempre al confine tra il bene e il male. La rinascita, avviene con la serie di successo Netflix “Stranger Things”, nel ruolo della madre di Will, in un contesto anni ’80 che strizza l’occhio all’estetica sci-fi.

Winona è un’anti diva, o meglio, diva lo è, ma non ha mai fatto nulla per esserlo. Riservata e misteriosa, forse consapevole dell’iconicità perpetuata da decenni sulla sua persona, le sue nuove apparizioni all’’81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia hanno rappresentato per molti, fan e non, un momento attesissimo. Non la si vedeva sui red carpet da un po’, e ora, in occasione del nuovo film “Beetlejuice Beetlejuice”, sequel della pellicola che l’aveva lanciata da giovanissima, non solo si ricongiunge al suo regista/mentore Tim Burton, ma sembra ripercorrere il glamour dei fasti passati.

Con dei total look d’ispirazione vittoriana, epoca dark per eccellenza, Winona mostra il timido sorriso e quello sguardo luminoso mentre saluta i fan, emozionati nel rivederla in scena. Lei saluta felice, ma probabilmente dopo la passerella e i flash dei fotografi, sentirà il bisogno di ritrovare se stessa, nella sua intimità. Come una vera “ragazza interrotta” che si rispetti, Winona ha bisogno ogni tanto di sparire. Quella che non sparirà mai, è però la sua condizione di icona eterna.

[📸Getty Images; MEGA; IPA; 📹© Warner Bros. Pictures, The Geffen Company]

Condividi l'articolo sui social: