Una storia lunga 200 anni nel cuore della Cornovaglia. Stiamo parlando di “Star Inn at Vogue”, un pub britannico a cui è arrivata una lettera da parte di Conde Nast, editore di Vogue, in cui gli viene intimato di “cessare e desistere” dall’utilizzare il nome della rivista, in quanto creerebbe confusione nei lettori.
Incredulo il proprietario del pub, il signor Graham, quando ha letto il contenuto della lettera. Al Daily Mail ha così commentato: “Sembra che il buon senso sia passato in secondo piano. Quando ho aperto la lettera, ho pensato che qualche burlone del villaggio mi stesse prendendo in giro”. La lettera, firmata dalla chief operating officer di Conde Nast Sabine Vandenbroucke, recita queste parole: “Siamo preoccupati che il nome che stai usando possa causare problemi perché per quanto riguarda il pubblico in generale è probabile che venga dedotto un collegamento tra la tua attività e la nostra”. Un piccolo paradosso dato che “Vogue” è anche il nome di una piccola cittadina della Cornovaglia.
E a sottolinearlo ancora è lo stesso Graham ai microfoni del tabloid britannico: “Sicuramente queste persone non possono essere serie. Al giorno d’oggi, potrebbero preoccuparsi di andare su Google e verificare che Vogue è un villaggio della Cornovaglia che è qui da centinaia di anni”. Il tono minaccioso della lettera si concludeva con la richiesta di risposta entro sette giorni, termine che una volta scaduto avrebbe scatenato “provvedimenti correttivi”. La risposta piccata del proprietario del “Star Inn at Vogue” non si è fatta attendere, contrattaccando la rivista, rea di considerare la storia del nome solo dal 1916, ignorando la storia locale ultracentenaria del posto.
“Noto nella tua lettera che esisti solo dal 1916 e presumo che all’epoca in cui hai scelto il nome Vogue nella versione maiuscola non hai chiesto il permesso ai paesani della vera Vogue. Presumo anche che Madonna non abbia chiesto il tuo permesso per usare la parola Vogue (di nuovo la versione in maiuscolo) per la sua canzone degli anni ’90 con lo stesso nome. Siete entrambi liberi di usare la versione senza maiuscolo senza il nostro permesso. In risposta alla tua domanda se cambieremmo il nostro nome, è un NO categorico”, conclude Graham nella lettera di risposta.