Vivienne Westwood, la ricerca di un equilibrio rende la SS25 fredda e statica

Andreas Kronthaler, compagno, braccio destro e “partner in crime” della compianta Vivienne Westwood, da qualche stagione ha in mano le redini della maison inglese che la stilista gli ha lasciato in eredità. “È come un frigorifero pieno di buon cibo” aveva dichiarato qualche anno fa il creativo austriaco riguardo la maison che oggi porta avanti con fierezza, offrendoci un assaggio da quel “frigorifero creativo” con la SS25 presentata alla Paris Fashion Week. Con “Calibrate”, Kronthaler cerca il proprio equilibrio in una realtà stilistica dove ha sempre regnato il caos, dallo spirito ribelle del punk alle rivolte chiassose. Tuttavia è la sovversione il compasso morale di Vivienne Westwood, un principio che stavolta non è stato rispettato, forse tradito dal desiderio di conformarsi a un panorama fashion sempre più attento al mercato.

Sin dal primo look si nota una poetica piuttosto stridente con l’heritage di Vivienne Westwood: un body perlato abbinato a un paio di leggings glitterati, una composizione glamour dal gusto quasi ginnico, a cui seguono tailleur beige con longuette, scollature profonde e abiti chemisier fin troppo composti. L’impronta di Vivienne Westwood rimane solo nella scelta dei gioielli, dalle lunghe collane a catena ai fili di perle che ricadono su mini-dress floreali e abiti midi drappeggiati. Andreas Kronthaler dipinge un immaginario insolitamente cauto per la maison inglese, portando in passerella completi sartoriali in gessato bianco, trench e capi in pizzo dall’attitude sbarazzina e innocente. La SS25 delude in parte gli affezionati storici di Vivienne Westwood a casa di una scarsa ricerca nei confronti di forme e silhouette, soddisfatta talvolta, a sprazzi, da accessori e calzature più audaci come cappelli cilindrici in tulle e stivali slouchy.

Ma se nel complesso lo studio dei volumi risulta poco entusiasmante, la SS25 propone d’altro canto diversi esempi di abbinamenti mix&match tra stampe e texture, dal pizzo alle righe verticali, il floreale e le macchie di colore effetto distressed. Un capitolo della collezione si concentra anche sui tessuti sheer che lasciano intravedere la pelle nuda, dai top ai long dress in tulle che lasciano scoperto il seno con scompostezza. Tuttavia non si percepisce quella provocazione tipica di Vivienne Westwood, stroncata da proposte molto più basic come gonne a palloncino, maglioncini con logo e felpe stampate.

Ogni look in sfilata appare incompleto, appena abbozzato, e ci spinge ad attendere quella sollecitazione più intensa che, purtroppo, non arriva mai. Dai look total black con pantaloni skinny alle camicie in seta salmone, lo show è un crescendo verso una staticità imprevista, che ci lascia attoniti di fronte a un finale così asettico. Irina Shayk, che per la SS24 indossava un maestoso abito con gonna panier e occhiali da sole steampunk, oggi calca la passerella in total white, con blazer doppiopetto e pantalone morbido. Una virata conformista che non fa che instillarci una riflessione, quasi totalizzante, nei confronti delle stagioni presentate quest’anno: la moda non premia più la creatività?

[📸 IPA]

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