Villa Monastero: un angolo di paradiso sul Lago di Como

In provincia di Lecco sorge un piccolo comune pittoresco, affacciato sul lago, che è stato recentemente scoperto dal pubblico dei social. Si chiama Varenna, e basta digitare questo nome su TikTok per rendersi conto di quante persone, negli ultimi anni, abbiano visitato questo luogo. Proprio lì, tra l’azzurro del lago e il verde della vegetazione, si nasconde una perla architettonica tutta da scoprire: Villa Monastero, un luogo dalla lunga storia scritta da artisti, aristocratici e visitatori che, nel tempo, l’hanno resa famosa in tutto il mondo.

La casa museo

La Villa si compone di una casa museo e di un giardino botanico affacciato sul lago. Parlando dello spazio museale, non è semplice ripercorrerne la storia, che si sviluppa lungo un arco temporale piuttosto ampio. Come spiegato sulla pagina ufficiale, “il suo attuale aspetto di dimora eclettica di fine Ottocento è il frutto di vari interventi che si sono sovrapposti in nove secoli di vita”.

L’edificio fu costruito alla fine del XII secolo come antico monastero femminile, sotto la guida della famiglia valsassinese Mornico, che mantenne la proprietà per oltre tre secoli, rendendola nota sul Lario come “Villa Leliana”. Come evidenziano l’arioso loggiato e alcune caratteristiche architettoniche, questo spazio conserva ancora l’impianto architettonico seicentesco originario.

Nel 1862 la dimora venne venduta all’ingegnere Pietro Genazzini di Bellagio, che si stabilì a Varenna e intraprese alcuni lavori di sistemazione; pochi anni dopo, nel 1869, fu costretto a rivenderla a Carolina Maumari, figura di spicco del mondo milanese e legata ad Alessandro Manzoni. Da quel momento cominciò un periodo di grande notorietà per la villa, che divenne un punto di incontro per intellettuali e protagonisti della cultura contemporanea.

Successivamente passò ad altri proprietari che le conferirono l’aspetto eclettico attuale, fino a essere requisita nel 1918 dallo Stato italiano come risarcimento di guerra. Nel 1925 fu acquistata dalla famiglia milanese De Marchi, che nel 1939 la donò per trasformarla in bene pubblico e sede museale.

La casa museo è stata allestita in tempi più recenti, nel 2003: è composta da 14 sale completamente arredate, che conservano decorazioni e mobili originali. Ogni anno accoglie un grande numero di visitatori: solo nel 2023 sono stati 257.292.

@marcoandflo

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Il giardino botanico

Il giardino di Villa Monastero rappresenta un importante complesso naturale e paesaggistico, affacciato sull’azzurro della sponda orientale del Lago di Como, uno degli specchi d’acqua più romantici e apprezzati del mondo. Filari di cipressi, cedri del Libano e siepi sempreverdi formano un giardino botanico variegato, in cui si possono osservare specie provenienti da luoghi lontani.

Le sue caratteristiche rispecchiano infatti quelle dei giardini lariani di fine Ottocento, nei quali predominava l’interesse per la rarità botanica, grazie all’introduzione di specie esotiche come palme africane e americane, agavi, yucche, dracene, agrumi e oleandri, per un totale di oltre 900 esemplari che adornano uno spazio da favola.

[📷 villamonastero.eu; Instagram: villamonastero_official]

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