Versace: sarà Pieter Mulier l’uomo giusto a sollevare le sorti del marchio italiano?

Sono passate solo poche ore dalla nomina ufficiale, eppure ci sembra di saperlo da sempre. Perché le voci, rivelatesi poi fondate, che volevano Pieter Mulier alla direzione creativa di Versace si rincorrevano ormai da diversi mesi; poi, l’addio ufficiale del designer belga alla maison che ha curato per cinque anni, Alaïa, e solo la settimana successiva l’annuncio dell’ingresso nel marchio della Medusa. A quanto riportato oggi da WWD, la nomina di Mulier a chief creative officer entrerà in vigore effettivamente a partire dal prossimo 1° luglio e lo vedrà confrontarsi direttamente con il presidente esecutivo di Versace, Lorenzo Bertelli, figlio di Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, a capo del Gruppo Italiano che ha acquisito il brand italiano. E, a quanto pare, dopo la rapida uscita di scena di Dario Vitale, i vertici del Gruppo Prada avrebbero messo gli occhi su Mulier sin dal giorno zero della loro entrata in scena, considerandolo l’uomo su cui puntare per una svolta definitiva e, si spera, di successo per Versace.

«Siamo molto felici, questa è una decisione presa molto tempo fa, ricordo che stavamo facendo brainstorming [su una direzione creativa] già nell’autunno del 2024», ha detto Bertelli in esclusiva a WWD. Ha aggiunto che, mentre il gruppo stava prendendo in considerazione l’acquisizione di Versace, Mulier è stato subito identificato come “la persona giusta per il ruolo di designer del marchio”. «Siamo fiduciosi che esprimerà pienamente il potenziale di Versace e creerà un profondo dialogo con la storia e l’estetica distintiva del marchio; siamo entusiasti di iniziare questo viaggio insieme». Sulle apparenti differenze tra le due estetiche – Mulier è notoriamente un minimalista architettonico, mentre Versace è famoso per il suo glamour barocco – Bertelli rassicura: «credo che l’identità di Versace sia distintiva e chiara, non c’è bisogno di reinventarla e Pieter saprà come reinterpretare il marchio». Pare che in ogni caso l’obiettivo non sia quello di ribaltare completamente l’immagine del brand e che Bertelli abbia fatto personalmente colloqui con Donatella Versace e sua figlia Allegra; l’ultima collezione di Dario Vitale, per quanto apprezzata da buona parte della critica, aveva lasciato in molti scioccati, e non è questo il desiderio del Gruppo Prada al momento.

C’è da ricordare inoltre di come Gianni Versace e Azzedine Alaïa fossero contemporanei, diventando famosi negli anni ’80 e ’90, entrambi potenziando la forma femminile, apprezzando disegni sensuali e scultorei, esaltati dalla bellezza delle top model, tra cui Naomi Campbell, che chiamava Azzedine “papà”. Questo è un dettaglio non trascurabile se pensiamo alla continuità tra i due marchi e Mulier al timone.

Al momento, Versace non è presente nel calendario della settimana della moda femminile di Milano che si svolgerà alla fine di questo mese. È probabile che potremo assistere al primo show della maison solo a settembre 2026. Secondo altre fonti, anche Alaïa sarebbe alla ricerca di un successore dopo Mulier; il designer belga è stato infatti una manna dal cielo per la maison, riportandola a una centralità fondamentale della moda internazionale e raddoppiando le vendite, con accessori diventati cult come la borsa Le Teckel e le ballerine a rete. Per il momento pare che in lizza tra i papabili candidati ci sia Julian Dossena, direttore creativo di Rabanne dal 2013.

[📸 IPA]

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