Versace con FW25 torna a farci vivere la quintessenza del glamour

Non sono pochi gli spettatori a essere rimasti destabilizzati dopo lo show di Versace per la SS25. E erano altrettanti i rumor dei mesi a seguire, che suggerivano un cambiamento drastico ai vertici del marchio della Medusa, così insolitamente “sottotono” rispetto ai suoi standard. Ma con una FW25 immersa nello scenario urbano del Deposito Messina, Versace torna a farci rivivere il glamour più puro, evocando le glorie del passato. Tra stampe barocche, borchie e micro gonne monumentali, il marchio capitanato da Donatella Versace zittisce istantaneamente tutte le voci sul mutamento della sua identità, dimostrandoci cosa significa sedurre.

Fin dai primi look è chiaro il proposito della FW25 di Versace: omaggiare l’archivio, ma con una visione inedita e squisitamente contemporanea. Piumini-vestaglia dai motivi barocchi si trasformano in audaci mini-dress strutturati, lasciandosi andare in voluminose gonne a sella, tutù e strascichi. Per poi dare spazio al tailoring, tra cappotti sartoriali maschili e completi in pelle total black, una parentesi che amicca a un nuovo concetto di corporale look. Mentre le camicie con le classiche stampe variopinte su seta emergono dai blazer, si fanno strada gli abiti drappeggiati con spalle statement, abbinati ai seducenti sandali con strass. I punti luce dettano tendenza per la FW25: dai cinturini dorati che chiudono i trench in vita, agli strass che formano motivi Paisley sulle tasche dei tubini, evocando il cowboy-core più cinematografico. E poi ancora, guantini in pelle – un must della stagione invernale – tempestati di borchie, fibbie che attraversano i mini abiti più composti, gonne gioiello e outfit brillanti, come fossero spalmati di luce. Ai piedi, non passano inosservate le pump con platform monumentale, che accompagnano i look più sbarazzini.

Ma oltre ai jeans a vita bassissima, i leggings in velluto e i richiami più casual, Versace apre un capitolo intrigante fatto di lavorazioni meticolose, texture lacerate, patchwork triangolari sulle coppe dei bustier, balze che attraversano la silhouette e mostrano squarci di pelle nuda. Le manipolazioni di tessuto svelano l’attitude sperimentale di un brand che, pur omaggiando un heritage massiccio, ha ancora voglia di stupire e riesce a leggere minuziosamente la contemporaneità. Tra gonne corolla che sfidano la forza di gravità, corsetti mosaico e abiti glitterati effetto devoré, Versace si rimette in sesto dopo una stagione di incertezze stilistiche e riconquista la fiducia degli spettatori più appassionati. E chiude in bellezza il venerdì sera della Milano Fashion Week.

[ 📸 Instagram: versace]

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