«Sotto le ali del Leone di Venezia è arrivata l’ennesima conferma di una cosa che proprio le sale cinematografiche ci insegnano da sempre: tutti questi sogni hanno un senso solamente se continuiamo ad avere il coraggio di sognarli tutti insieme, seduti fianco a fianco, proprio come ora». Così ha aperto la cerimonia di premiazione e di chiusura dell’80ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, la madrina di questa edizione, emozionatissima, l’attrice Caterina Murino. Un’edizione importante con, come sempre, tanti film in gara e tanti premi assegnati. A partire dalla categoria “Venezia Immersive” che ha assegnato al film “Empereur” di Marion Burger e Ilan Cohen il Premio per la Realizzazione, a “Flow” di Adriaan Lokman il Premio Speciale della Giuria e a “Songs for a Passerby” di Celine Daemen il Gran Premio “Venezia Immersive”.
Emozioni e discorsi si sono alternati sul palco di Venezia, anche durante l’assegnazione del Premio Venezia Classici, dietro cui c’è una giuria di 24 studenti provenienti da alcuni corsi di cinema delle università italiane presieduta da Andrea Pallaoro, con il Premio per il miglior film restaurato a “Ohikkoshi (In movimento)” del giapponese Shinji Somai, il Premio per il miglior documentario sul cinema a “Thank You Very Much” di Alex Braverman. Una gioia troppo grande è quella che ha provato Micaela Ramazzotti, vincitrice a “Orizzonti Extra” del Premio degli Spettatori – Armani Beauty con “Felicità”. È stata Claudia Gerini a consegnare, in nome di Aurelio De Laurentiis, il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima intitolato a Luigi De Laurentiis, che è andato a “Love Is A Gun (Ai Shi Yi Ba Qiang)”, film di debutto del taiwanese Lee Hong-Chi.
Una sfilza di premi nella sezione “Orizzonti”. Il premio per il miglior cortometraggio è andato a “A Short Trip” dell’albanese Erenik Beqiri, mentre quello per la miglior sceneggiatura è andato a Enrico Maria Artale per “El Paraíso”. È Tergel Bold-Erdene in “Sèr sèr salhi (City of Wind)” il miglior attore della sezione, mentre la miglior attrice è Margarita Rosa De Francisco, sempre per “El Paraíso”. È invece “Una sterminata domenica” di Alain Parroni a conquistare il Premio Speciale della Giuria, quello per la miglior regia è andato Mika Gustafson per il film “Paradiset Brinner (Paradise is Burning)”. Mentre il miglior film è “Magyarázat mindenre (Explanation for Everything)” di Gábor Reisz.
Tocca ai premi di Venezia 80, con la giuria presieduta da Damien Chazelle e composta da Saleh Bakri, Jane Campion, Mia Hansen-Løve, Gabriele Mainetti, Martin McDonagh, Santiago Mitre, Laura Poitras e Shu Qi. Uno dei momenti più toccanti è stato sicuramente la consegna del Premio “Marcello Mastroianni” a un giovane attore emergente, che è spettato a Seydou Sarr, il 21enne senegalese protagonista del tanto apprezzato “Io Capitano” di Matteo Garrone, sul palco visibilmente emozionato e di poche parole. Il Gran Finale è un crescendo di grandi attori e personalità. La Coppa Volpi per il miglior attore è andata a Peter Sarsgaard, protagonista in “Memory” di Michel Franco con Jessica Chastain, oggi andata via dal Lido. L’attore, non trattenendo le lacrime, non ha potuto esimersi dal ringraziare e dedicare il premio alla moglie Maggie Gyllenhaal, ma soprattutto non ha potuto non menzionare lo sciopero degli attori e degli sceneggiatori, toccando il tema delicato della questione intelligenza artificiale. «Se perdiamo questa battaglia la nostra industria sarà la prima tra le tante a cadere e la disconnessione preparerà la strada delle atrocità», dice, come tradotto dal Quotidiano Nazionale. Quella femminile, invece, è andata a Cailee Spaeny, protagonista con Jacob Elordi dell’altro titolo chiacchieratissimo “Priscilla”, la pellicola di Sofia Coppola su Priscilla Presley.
Il Premio per la Miglior sceneggiatura è per il film “El Conde”, più precisamente agli sceneggiatori Guillermo Calderón e Pablo Larraín, mentre il Premio speciale della Giuria è andato a “Zielona granica (Il confine verde)” di Agnieszka Holland. Ennesimo momento toccante, quello della premiazione del Leone d’Argento per la Miglior Regia a Matteo Garrone che sul palco ha portato oltre ai due interpreti, Seydou Sarr e Moustapha Fall, chi ha ispirato il film, ovvero Kouassi Pli Adama Mamadou che ha rivolto un appello: «Questo premio è da dedicare a tutte le persone che non sono potute arrivare a Lampedusa. Vorrei ricordare che quando c’è la voglia e la necessità di partire, nessuno ti può fermare. Occorre che ci sia la possibilità e i diritti che diano accesso a noi giovani di avere un visto per viaggiare. E credo che questa sia lo strumento per struccare il traffico di esseri umani».
La chiusura, prima del Leone d’Oro, è per il Leone d’Argento – Gran premio della Giuria a “Aku Wa Sonzai Shinai (Evil Does Not Exist)” di Ryūsuke Hamaguchi. Ma il vincitore del Miglior Film e del Leone d’Oro è tutto per “Poor Things” di Yorgos Lanthimos, che tra i protagonisti vede attori come Emma Stone, Mark Ruffalo e Willem Dafoe, assenti per la questione sciopero. È il festival dei successi, 17% in più di presenze in più nelle sale cinematografiche rispetto al 2022, ma il pensiero è al Marocco, flagellato dal terremoto stanotte. Non manca una menzione agli attori assenti, dagli USA, per la questione sopracitata, che però non hanno smesso di dimostrare affetto per la manifestazione. Per il resto, l’appuntamento è già fissato per il 28 agosto 2024 quando ci sarà l’81ª edizione. Sipario.