Ad aprire la cerimonia di chiusura della Mostra è stato il violoncellista croato Stjepan Hauser, ripercorrendo grazie alle sue note le immagini di 90 anni di storia della Mostra. Venezia saluta la sua 79° edizione, con la consueta premiazione dei film in gara, tra le varie categorie. «Questa è l’edizione che ha brillato di straordinaria normalità. Evviva», dice la madrina del Festival, Rocío Muñoz Morales visibilmente emozionata. E nella normalità di Venezia, succede lo straordinario, grazie alle pellicole bellissime che hanno riportato la gente in sala.
Si parte dal Premio speciale della Giuria “Venice Immersive”, che si è aggiudicato “Eggscape” di German Heller, seguito a ruota dal Gran premio della Giuria assegnato a “From The Main Square” di Pedro Harres e dalla Migliore esperienza a “The Man Who Couldn’t Leave” di Singing Chen. Per “Venezia Classici”, che ha giudicato i migliori film restaurati, il miglior film restaurato è stato “Koroshi No Rakuin (Branded To Kill)” di Seijun Suzuki, con il premio ritirato da Hayashi Hiroyuki, distributore del film, mentre il miglior documentario sul cinema di “Venezia Classici” è “Fragments Of Paradise” di KD Davison.
A vincere il premio degli spettatori Armani beauty è stato “Nezouh” di Soudade Kaadan. Il Leone del futuro, premio dedicato all’opera prima assegnato dalla giuria capitanata dal regista Michelangelo Frammartino e consegnato da Mario Martone, per conto della famiglia De Laurentiis, ha premiato invece “Saint Omer” di Alice Diop, che riceverà anche 100.000 euro, diviso tra regista e produttore, messi a disposizione dalla Filmauro.
Per il Premio Orizzonti, tra i cortometraggi vince “Snow In September” di Lkhagvadulam Purev Ochir, tra le migliori sceneggiature c’è Fernando Guzzoni autore di “Blanquita”. Nella stessa sezione premiati come miglior attrice c’è Vera Gemma, nel film “Vera” di Tizza Covi e Rainer Frimmel, con questi ultimi premiati come miglior regia per la stessa pellicola, mentre come miglior attore Mohsen Tanabandeh, nel film Jang-e Jahani Sevom (WORLD WAR III) di Houman Seyedi, che ha vinto il premio come miglior film per Orizzonti. Premio speciale della giuria a Chleb I Sól (Bread And Salt) di Damian Kocur.
Per Venezia 79, si parte dal miglior attore o attrice emergente, premio Marcello Mastroianni, che secondo la giuria capitanata da Julienne Moore è stata Taylor Russell nel film “Bones And All” di Luca Guadagnino. Il premio speciale per la Giuria se lo aggiudica Jafar Panahi con “Gli orsi non esistono”, riconoscimento ritirato dai loro attori perché il regista è in carcere in Iran, in un momento di commozione e standing ovation in sala. Ed è proprio al regista e al suo collega sempre iraniano e anche lui in carcere, Mohammad Rasoulof, che Luca Guadagnino dedica il suo “Leone d’argento per la migliore regia” con “Bones and all”: «Dedico il premio a Jafar Panahi e Mohammad Rasoulof arrestati dal governo iraniano. Viva loro, viva la sovversione e viva il cinema!», dice emozionato.
“Saint Omer” di Alice Diop bissa e conquista anche il Leone D’argento – Gran Premio Della Giuria, il premio per la miglior sceneggiatura va invece a Martin McDonagh per il film “The Banshees Of Inisherin”. Lo stesso film che ha visto recitare e trionfare Colin Farrell, vincitore della Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, in collegamento web. La migliore interpretazione femminile ovviamente va a Cate Blanchett, scatenata sul palco, grazie al film Tár di Todd Field.
Il rullo di tamburi finale è tutto il Leone d’Oro ambitissimo. A vincerlo è “All The Beauty And The Bloodshed” di Laura Poitras, l’unico film documentario in gara, dedicato alla fotografa e attivista di fama internazionale Nan Goldin.
Il saluto finale è del presidente della Biennale, Roberto Cicutto: «Abbiamo compiuto 90 anni, anche se diciamo di averne 79. Grazie per aver festeggiato così numerosi provando gioia ma senza dimenticare le gravi crisi della nostra epoca». L’appuntamento è a Venezia 80, l’anno prossimo!