Un capolavoro di orologeria da museo. Letteralmente. Vacheron Constantin porta il suo orologio astronomico La Quête du Temps al Louvre, all’interno di una mostra che riunirà 11 segnatempo risalenti all’Antichità, al Rinascimento e al Secolo dei Lumi, in programma dal 17 settembre al 12 novembre 2025. Una creazione realizzata per celebrare il 270º anniversario della maison, frutto di sette anni di lavoro e concepita come una meraviglia meccanica monumentale sotto ogni aspetto. A partire dal concept, che indaga i legami profondi tra tempo, cosmo e ingegno umano affondando le radici in una tradizione millenaria; fino alla manifattura, che ha coinvolto esperti di oltre 15 discipline, ciascuno chiamato a superare i confini della propria arte: dall’Alta Orologeria alla scultura, dalla cartografia celeste alla composizione musicale.
Si tratta di un omaggio al Secolo dei Lumi e all’eterna fascinazione dell’uomo per il tempo: con questo orologio, infatti, Vacheron Constantin ha voluto integrare pienamente l’automa nel movimento e nelle funzioni cronometriche, creando una “memoria” meccanica che traduce lo scorrere delle ore in una coreografia animata da una musica originale. Un progetto che ha anche ispirato il nuovo segnatempo Métiers d’Art Tribute to the Quest of Time, un modello a doppia faccia che porta le ambizioni di La Quête du Temps direttamente al polso. Ben oltre una complicazione, l’automa rappresenta il cuore filosofico ed emozionale dell’opera: una figura di Astronomo celeste che compie 144 movimenti distinti, segnando il tempo con eleganza e precisione. I suoi gesti fluidi e silenziosi sono resi possibili da 158 camme e da un sistema di memoria meccanica collegato all’orologio.
A livello visivo, spicca la cupola in vetro di oltre 40 cm di diametro, al cui interno è dipinta una mappa delle costellazioni che illuminavano il cielo di Ginevra al momento della fondazione della Maison, una precisione certificata dall’Osservatorio di Ginevra. Una luna retrograda tridimensionale percorre la sua orbita, mentre un sole simbolico sovrasta il globo, mentre ai piedi dell’automa, il giorno si dissolve nella notte. Una griglia curva in titanio accoglie le scale delle ore (in numeri romani) e dei minuti (in numeri arabi).
Con le sue 23 complicazioni distribuite su più livelli, La Quête du Temps rappresenta il cuore tecnico del progetto: in primo piano, un tourbillon oversize incorniciato da diamanti taglio baguette, accompagnato dall’indicatore della riserva di carica di 15 giorni, dalle funzioni del calendario perpetuo e dall’indicazione delle 24 ore. Sul retro, cerchi rotanti raffigurano la volta celeste in tempo reale, trasformandola in una mappa cosmica in movimento. La piattaforma superiore raffigura un sistema solare stilizzato, arricchito da intarsi in lapislazzuli, madreperla e cabochon che rappresentano i pianeti, e al di sotto, una base ottagonale decorata con motivi geometrici in cristallo di rocca e pietre semipreziose racchiude i meccanismi che orchestrano i movimenti dell’automa e la loro colonna sonora.
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