Si tratta della più alta onorificenza civile degli Stati Uniti d’America, «conferita a persone che hanno dato un contributo esemplare alla prosperità, ai valori o alla sicurezza degli Stati Uniti, alla pace nel mondo o ad altre importanti iniziative sociali, pubbliche o private». Stiamo parlando della “Presidential Medal of Freedom”, ovvero la medaglia presidenziale alla libertà, che il presidente degli USA conferisce alle figure che si sono contraddistinte nel Paese. Sono diciannove le persone scelte dal presidente uscente Joe Biden, personalità definite «grandi leader che hanno reso l’America e il mondo un posto migliore. Sono grandi leader perché sono brave persone che hanno dato contributi straordinari al loro paese e al mondo», si legge sul sito della Casa Bianca.
Una lista importante, annunciata oggi sabato 4 gennaio 2025, prima della cerimonia che avverrà sempre oggi, si legge sul sito sempre della Casa Bianca. A farne parte eccellenze dello sport, della moda, del giornalismo, dello spettacolo, ma anche della politica e dell’imprenditoria e non solo. A spiccare sicuramente ci sono Bono Vox, «frontman della leggendaria rock band U2 e attivista pioniere contro l’AIDS e la povertà», il mitico Michael J. Fox, attore straordinario, ma anche sostenitore di fama mondiale della ricerca sul morbo di Parkinson, ma anche Ralph Lauren, il cui nome lo precede, designer di spicco della moda, a cui viene riconosciuto dal presidente Biden di aver incarnato l’eleganza senza tempo e la tradizione americana, ma anche di aver «influenzato la cultura, gli affari e la filantropia». Sempre per restare in tema moda, c’è anche Anna Wintour tra i nomi premiati, icona senza tempo alla guida di Vogue, ma anche «paladina delle cause filantropiche», nonché «la principale ideatrice della raccolta fondi annuale del Met Gala».
Dal mondo dello sport a quello dei diritti
«Attore, regista e produttore che ha vinto due premi Oscar, un Tony Award, due Golden Globe e il Cecil B. DeMille Lifetime Achievement Award del 2016». Così viene introdotto invece Denzel Washington, reduce dalla straordinaria interpretazione ne “Il Gladiatore 2”, a cui si aggiungono due leggende dello sport come Lionel Messi, ora giocatore negli USA nell’Inter Miami, e l’ex cestista Earvin “Magic” Johnson. Biden premierà anche lo chef José Andrés, fautore della World Central Kitchen con cui porta cibo alle popolazioni in difficoltà, Hillary Clinton, ex segretaria di Stato nonché prima candidata donna alle Presidenziali, nel 2016, Tim Gill, «imprenditore visionario il cui lavoro ha fatto progredire i diritti e l’uguaglianza LGBTQI», la dottoressa Jane Goodall, etologa e ambientalista di fama mondiale, e l’imprenditore e filantropo George Soros.
I riconoscimenti postumi e gli altri nomi nella lista
Infine la lista si allunga con i riconoscimenti postumi all’ex imprenditore e politico George W. Romney, così come Robert Francis Kennedy, Ashton Baldwin Carter, ex segretario della difesa, e Fannie Lou Hamer, storica attivista per il suffragio e i diritti delle donne, nonché leader nel movimento per i diritti civili. A loro si aggiungono, a chiudere la lista dei 19 premiati, il divulgatore scientifico e volto televisivo William Sanford Nye, conosciuto come Bill Nye, David M. Rubenstein, celebre impenditore co-fondatore di The Carlyle Group, e George Stevens Jr., scrittore, regista, autore e drammaturgo pluripremiato.
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