Unione Europea: vietata la distruzione degli invenduti

La sostenibilità resta ancora un punto cardine del settore tessile. Pochi giorni fa infatti il Parlamento Europeo ha regolamentato tre nuove normative che giocano un ruolo fondamentale verso un avanzamento verso la cosiddetta “economia circolare”, tra cui la direttiva relativa alla ‘riparazione dei beni’, il regolamento relativo agli imballaggi e il regolamento ecodesign. La proposta è stata approvata in via definitiva con ben 455 voti favorevoli, 99 contrari e 54 astensioni.

Le nuove regole sull’ecoprogettazione interesseranno un’ampia gamma di prodotti spaziando dal tessile all’elettronica e orientate a favorirne la longevità, la riparabilità, l’aggiornabilità e, infine, la riciclabilità. Cruciale per il settore della moda il divieto di distruzione di capi invenduti come vestiti, accessori e calzature, e l’obbligo di trovare soluzioni alternative come la rivendita, la donazione o il riciclo. Introdotto, inoltre, il passaporto digitale per i prodotti dei settori coinvolti e che mapperà materiali, produzione e modalità di smaltimento.

Il divieto di smaltimento dell’invenduto non interesserà le piccole imprese, mentre le medie imprese beneficeranno di un’esenzione di sei anni. Per quanto riguarda le sanzioni previste, l’accordo ne stabilisce i criteri ma saranno le autorità nazionali ad applicarle in ogni singolo caso.

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