Un’influencer mostra l’outfit per il funerale della nonna. C’è un confine tra vita reale e social?

Che i telefonini stiano sempre più diventando un’estensione delle nostre braccia è evidente. Quasi ogni momento della nostra giornata non può non essere suggellato con una story, con una foto, con un video. E TikTok non è da meno. Sull’onda di ciò che succedeva su YouTube con i vlog, sul social sono tanti i creator che testimoniano momenti della quotidianità con piccoli video dedicati. A volte, anche nei momenti in teoria poco opportuni. È il caso, ad esempio, di Sara La Rusca, influencer napoletana che conta circa 2 mln di follower su TikTok.

Sul suo profilo ha testimoniato un momento triste della sua vita, ovvero la perdita di sua nonna che è venuta a mancare. Due giorni fa la ragazza ha condiviso i suoi ultimi ricordi legati a sua nonna, poi il giorno dopo ha pubblicato un video in cui mostra il suo outfit per il funerale. È proprio quest’ultimo ad aver sollevato un polverone sulla piattaforma. «Mi vesto di bianco per il funerale di nonna», esordisce nel video. «Io e tutta la mia famiglia ci siamo vestiti di bianco, anche se io un po’ di nero l’ho messo, scusa nonna. Mi sono un po’ sistemata ma non troppo perché a lei piaceva quando ero molto semplice», continua.

Il video, visto oltre 3,8 milioni di volte, ha suscitato migliaia di commenti. Dalle condoglianze, fino alle critiche che l’hanno ferita, tanto da portarla a parlare di nuovo. «Muore tua nonna e tu fai i video per farti notare?», dice uno degli utenti a cui lei ha risposto in questo modo: «Se prima di sparare cretinate avessero un minimo anche solo ascoltato il video, avrebbero capito che il mio non era un video per mostrare l’outfit al funerale di mia nonna, ma per ricordarla».

Lungi da noi giudicare il modo in cui una persona somatizza il dolore, ma questa vicenda fa sorgere una domanda: esiste un confine tra ciò che riguarda la vita reale e i social? Perché per alcuni sembra che un momento terribile, come il lutto, non sempre rappresenti un freno alla condivisione social, un po’ come se “the show must go on” qualsiasi cosa accada. Non è un j’accuse, ma una constatazione di come anche il racconto dei sentimenti stia cambiando di pari passo con la società. Forse.

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