Unconventional Wedding Dress: gli abiti da sposa che hanno rivoluzionato il concetto di matrimonio

Pochi argomenti sanno essere divisivi come il matrimonio: per qualcuno è ancora il coronamento di un sogno, per altri una zavorra da cui stare assolutamente alla larga. Certo, negli ultimi anni abbiamo assistito a un corposo ritorno di moda del matrimonio, nella sua accezione più grandiosa e celebrativa possibile; se hai un’età compresa tra i 30 e i 40 anni, probabilmente la tua homepage di Instagram tra maggio e luglio sarà stata invasa da foto e video di conoscenti convolati a nozze, tra ricevimenti sontuosi con vista mare, pranzi e cene di giorni e giorni, lunghe tavolate in campagna ricoperte di fiori, lacrime e discorsi che sembrano usciti direttamente da una rom-com con Julia Roberts. In un momento storico dove tutto è condivisibile, il matrimonio sembra essere il pretesto perfetto per apparire e catalizzare l’attenzione, dando per scontato che, ovviamente, alla base di tutto ci sia l’amore tra due persone. Voglio dire, non siamo mica così cinici da pensare che oggi sposarsi sia solo una prerogativa esclusiva di aspiranti influencer del web? Sentimenti e selfie sembra essere la combo vincente delle nuove generazioni, che non rinunciano a elargire post in cui condividono con i propri followers dichiarazioni d’amore, abiti da sogno…e ovviamente anelli da centinaia di migliaia di euro.

L’edonismo e le incertezze degli anni 2000 e 2010 hanno a lungo distolto l’attenzione dal mondo del matrimonio, soprattutto da parte delle donne: affermare di non volersi sposare o creare una famiglia è stato a lungo il leitmotiv di molte, quasi come un mantra da ripetere quotidianamente a sé stesse e agli altri. E se buona parte di quelle ragazze la pensa ancora così, qualcun’altra ha cominciato a ricredersi. Il matrimonio ha smesso di essere considerato semplicemente un retaggio obsoleto degno delle nostre nonne, ma ha cominciato ad acquisire una certa coolness, nonché a essere un modo per affermare sé stesse, il proprio amore, e soprattutto per festeggiare con una sana dose di glamour e stile. 

Siamo dunque tornati a essere dei romantici o sposarsi è diventata l’ennesima modalità di estensione del proprio ego? Che sicuramente sia un giorno in cui sentirsi protagoniste assolute della propria vita è un dato di fatto, e la moda in tal senso, resta lo sport preferito di tutte le future mogli. A lungo considerata come di “serie B”, la moda da matrimonio per anni si è concentrata in atelier più o meno rinomati, dove solitamente la sposa si reca circondata da un felice gineceo di madri, zie e migliore amiche. Lacrime e sorrisi, una grande sala di specchi, e la prova del vestito per il giorno più bello è servita, tra sarte e addette alle vendite che tirano un po’ qua e un po’ la, tra un fazzoletto intriso di nostalgia e qualche “sei bellissima” di conforto. Si dice che scegliere l’abito perfetto per il grande giorno sia un pò come incontrare l’anima gemella: questione di attimi, farfalle nello stomaco e quella voce interiore che ti dice “è proprio lui quello giusto”. Ma c’è chi, di recarsi nell’atelier tra vaporosi strati di tulle bianco, non ne ha proprio voglia, e predilige scegliere altrove.

Lana Del Rey ha appena sposato il suo addestratore di alligatori con un abito vintage pagato meno di 400 dollari; Keira Knightley sposò invece il cantante dei Klaxons James Righton con un abito couture Chanel del 2006 che, indovinate, aveva già indossato precedentemente su un red-carpet. Insomma, l’attrice britannica quel giorno ha semplicemente aperto il suo armadio, preso il primo Chanel a disposizione e poi è andata in una piccola chiesetta del sud della Francia a dire si al suo futuro marito. Un tempo, scelte del genere, sarebbero state definita oculate, per non dire spilorce. Oggi invece le definiamo “cool”, “radical chic”, tremendamente in linea con i nostri tempi, molto di più di quei ricchi nababbi indiani che spendono cifre milionarie per festeggiamenti pacchiani.

Ma del resto ognuno è libero di sposarsi come crede, ed è assolutamente naturale notare come molte spose preferiscano oggi indossare abiti di designer o vintage che possano indossare anche in futuro. Vittoria Ceretti sposò Matteo Miller in Jacquemus, e ora non ci resta che chiederci cosa indosserebbe per un eventuale si a Leonardo Di Caprio; ma questa è un’altra storia. Stesso designer anche per Tina Kunakei, che per le sue nozze con Vincent Cassel indossò un abito di Jacquemus che, visti gli epiloghi, non sembra essere propriamente di buon auspicio per una serena vita coniugale. Ma la lista è lunga e le radici affondano nel passato: nel 1971 Bianca Jagger sposò Mick in un tailleur Saint Laurent bianco, con grande cappello a falda larga in puro stile seventies; Jackie Kennedy disse si ad Aristotele Onassis in un completo con gonna midi di Valentino, che è stato recentemente venduto all’asta. La it-girl per eccellenza Carolyn Bessette scelse di fasciare l’elegante figura in un trionfo di minimalismo anni ’90, con un abito di Narciso Rodriguez, ai tempi designer semi sconosciuto.

Per uno strano gioco degli opposti, se le spose scelgono di non indossare abiti da sposa tradizionali per le proprie nozze, prediligendo creazioni di stilisti o capi d’archivio, la moda da sposa entra invece di diritto negli armadi anche di quelle donne che, di sposarsi, non ne hanno minimamente idea. Il “Wedding-core” è una tendenza che abbiamo visto sulle passerelle e che, ispirandosi al candore virginale dei matrimoni, ripropone in chiave couture e attuale quel concetto, rendendolo pronto a essere indossato da donne da ogni parte del mondo, a prescindere dal proprio stato civile, sdogmatizzando definitivamente la “sacralità” inaccessibile dei wedding dress. Da Marques Almeida a Marc Jacobs, da Willy Chavarria a Rabanne, ogni brand sembra non aver potuto fare a meno di introdurre abiti bianchi nelle proprie collezioni, ognuno seguendo la propria estetica. Dopotutto si tratta solo di vestiti, e un abito bianco non fa un matrimonio felice. Ma potrebbe rendere felice una ragazza single.

[📷 Getty Images; IPA; dolcegabbana.com; willychavarria.com; gucci.com; Instagram: 16arlington, davidkoma, simonerocha_, courreges, givenchy]

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