È stata una delle vittime dell’ormai celebre “Tinder Swindler”, Simon Leviev, trasferendo sul suo conto migliaia di dollari. Stiamo parlando di Pernilla Sjöholm, svedese 35enne, che sta cercando di rifarsi su Ing, ritenendola responsabile della truffa. Il motivo starebbe dietro la presenza di Leviev, il cui nome all’anagrafe è Shimon Hayut, nella lista di controllo delle frodi in quel momento, motivo per cui la banca non avrebbe mai dovuto autorizzare i versamenti sul suo conto.
Per la svedese, però, non ci sono ancora buone notizie. Pare infatti che il giudice del tribunale di Amsterdam abbia dato ragione alla banca, rigettando la causa di Sjöholm, che ora vuole andare in giudizio davanti a un altro giudice. Una notizia che si sussegue a quella di qualche mese fa, riguardo un’altra vittima di Simon Leviev. Sempre riguardo una causa, con esito identico, stavolta intentata da Ayleen Charlotte, che anche in quel caso aveva accusato la banca Ing di essere responsabile della truffa.
“Ho trasferito tutti quei soldi nel 2018, l’anno in cui Ing ha ricevuto una mega multa perché la banca non ha fatto abbastanza contro il riciclaggio di denaro. Pensiamo che Ing avrebbe potuto fare di più per proteggerci, perché abbiamo trasferito i nostri soldi a un truffatore che era già nelle liste delle frodi”, dice la vittima del “Tinder Swindler”, che non si arrende e proverà nuovamente a far valere le sue ragioni, davanti a un giudice diverso. Cambierà l’esito?