Una “cupola” come nido dell’amore tra Monica Vitti e Michelangelo Antonioni

Un nido d’amore lontano dai riflettori, ma vicino a posti del cuore. Immersa nel paesaggio di Costa Paradiso, in Sardegna, si trova la “Cupola”, una dimora inusuale che ha accolto la love story tra gli indimenticabili del cinema italiano Monica Vitti e Michelangelo Antonioni, uniti da un sodalizio artistico ma anche sentimentale. Lui regista, lei attrice, protagonista, tra l’altro, del film “Il deserto rosso”, ambientato in parte anche in Sardegna. È proprio in quest’isola, ai tempi selvaggia, che una serie di fortunati incontri permette la realizzazione della suggestiva “Cupola”, così soprannominata e diventata poi il rifugio d’amore estivo per una delle coppie più amate nel mondo del cinema.

Tutto iniziò con l’incontro di Antonioni con l’imprenditore Pierino Tizzoni, che stava acquistando alcuni terreni sul mare dove costruire un grande villaggio turistico, ma fu decisivo anche quello di Monica Vitti con l’architetto Dante Bini, durante le vacanze a Cortina d’Ampezzo. È lui che ideò il progetto di una cupola realizzata da un sottilissimo guscio di cemento armato sollevato da un soffio d’aria. Un progetto così all’avanguardia che, diversi anni dopo, nel 2014, l’architetto olandese Rem Koolhaas definì “una delle architetture migliori degli ultimi cento anni”, mentre l’anno successivo il Ministero dei Beni Culturali ha vincolato la villa per tutelarla e salvaguardarla.

Una dimora che ha accolto presenze illustri del mondo dell’arte e del cinema, da Tonino Guerra, Andrej Tarkovskij, Macha Méril, Sergio Vacchi e tanti altri, fino all’abbandono. Solo pochi mesi fa, infatti, ad agosto 2023, la “Cupola” è stata vandalizzata con delle scritte in vernice spray.

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