Un pezzo di storia della televisione che se ne va: addio a Pippo Baudo

Ne ha inventati tanti, come ricordava a più riprese. O come lo imitavano in tanti. “L’ho inventato io”, era la frase più ripetuta che gli attribuivano. Non erano derive megalomani, ma la verità. Perché nel mondo dello spettacolo serve sicuramente la bravura e il talento, ma conta anche – e pure tanto -, qualcuno che lo scorga e possa crederci, al punto di lanciarti. Uno di quelli che questo meccanismo lo conosceva bene, e lo ha utilizzato a più riprese, era senza dubbio l’immenso Pippo Baudo. E fa strano parlarne al passato. Il conduttore siciliano è scomparso oggi, 16 agosto 2025.

Una notizia che ha scosso gli animi e i cuori di milioni di persone, che hanno visto in Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo, suo nome all’anagrafe, una figura di riferimento che ha allietato migliaia di serate nel corso della sua lunga e indescrivibile carriera. Da Militello a Sanremo, passando per Roma. La sua figura si aggiunge agli altri volti immortali, padri della televisione italiana, come Corrado, Raimondo Vianello o Mike Bongiorno. Un club ristretto di personaggi che hanno accompagnato l’Italia del dopoguerra al boom economico, all’alfabetizzazione e all’intrattenimento garbato ed elegante.

13 edizioni del Festival di Sanremo, innumerevoli di “Domenica In”, “Canzonissima”, “Fantastico”, “Settevoci”, “Serata d’onore” e non solo. Una carriera legata in maniera viscerale alla Rai, con le esperienze poco riuscite in Fininvest, due volte. E poi i talenti, di cui parlavamo all’inizio. Coccolati e lanciati. Nello spettacolo e nella musica, anche e soprattutto grazie alla sua presenza costante a Sanremo. Un intuito raro, un talento innato, una presenza rassicurante e che lo ha resto un’istituzione del Paese. Che adesso lo piange e lo saluta.

[📷 IPA]

Condividi l'articolo sui social: