Un amore spirituale come quello di Amanda Lear e Salvador Dalí

Può una vita cambiare per sempre in una sera? Potremmo avere milioni di testimonianze di questo genere, ma non tutte avrebbero la portata di quella che ha vissuto Amanda Lear. Lei, studentessa all’Accademia di Belle Arti a Londra, si trova a Parigi in una sera del 1965 a cena da Castel, in Rue Princesse, quando una coppia di londinesi la invita a unirsi al loro tavolo, in cui c’è un certo Salvador Dalí, l’esponente per eccellenza del surrealismo, non seduto su una specie di trono. «Dalí tendeva alla calvizie ed era un po’ in carne. Lo trovai presuntuoso e, per essere sincera, ridicolo con i suoi baffi impomatati e il panciotto di lamé dorato. A ogni frase brandiva un bastone da passeggio con l’impugnatura d’oro», raccontò Amanda Lear nel libro “La mia vita con Dalì”, rieditato da Il Saggiatore nel 2023.

Ma in quell’artista così geniale c’era altro. Così inopportuno in pubblico, così premuroso in privato. Fu nell’indomani che Dalí invitò sia la Lear, che il suo compagno dell’epoca, Tara, a pranzo da Lasserre. «Da questo momento non ci lasceremo mai, lo sa?», le disse l’artista con cui per circa 17 anni vivrà una relazione unica. E dire che Amanda Lear non aveva questa gran considerazione di lui. Ma lo charme che emanava, nonostante l’età, era irresistibile per lei, che mai era stata trattata così. «Lei ha proprio un bel cranio», è il primo complimento che le disse. Bizzarro, ma riconducibile alla caratteristica che Dalí prediligeva. «Lo scheletro è importantissimo, perché la struttura è sempre la cosa essenziale ed è tutto ciò che resta dopo la morte», per questo amava le aragoste, perché avevano le ossa fuori e la carne dentro.

Anni di amore puro, spirituale, non carnale, che ha visto diventare Amanda Lear musa e angelo di Dalí. Nonostante il matrimonio dell’artista spagnolo con Gala, quello che nacque fu un rapporto viscerale, con l’approvazione della moglie che per amore e per la creatività del marito avrebbe fatto questo e altro. Nel giorno in cui cadono 35 anni dalla scomparsa di Dalí, non potevamo non rigustarci alcune delle foto più iconiche insieme ad Amanda Lear.

[📸 Getty Images; Photo 12, Alamy / IPA]

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