“Ultima Fermata” è un viaggio perfido e necessario sull’amore in crisi

A guardare la prima puntata, gli ingredienti ci sono tutti. Il montaggio, la scelta della musica incalzante, tre coppie in crisi divisi in due case. “Ultima Fermata” ha esordito ieri sera su Canale 5 e sono molti i punti di contatto con l’ormai celebre “Temptation Island”. Ma un elemento distintivo marca la differenza con il suo predecessore. L’esasperazione della realtà. La mancanza di artifizi, sfonda la parete della fiction e rende reality puro il programma. Non c’è più un villaggio paradisiaco, ma un binario con l’ultimo treno da prendere per le coppie. Non ci sono più i tentatori, ma le persone direttamente coinvolte nei rapporti, come terzi incomodi. Non ci sono più i pinnettu, ma due chalet. Non c’è il fuoco del falò di confronto, ma il fuoco della discussione, occhi negli occhi, uno di fronte all’altro.

“Ultima Fermata” sa essere perfido e crudele, più di “Temptation Island”. Ma prova anche a fotografare nitidamente le derive dell’amore malato, dei rapporti ormai logori e dei tradimenti, impliciti o espliciti. Non senza rinunciare all’esaltazione della lacrima facile, mezzo per coinvolgere emotivamente lo spettatore. Il pregio della trasmissione, però, è quello di non lasciare a sé stesso il racconto, ma di elevarlo e di provare a risolverlo. L’intricato meccanismo psicologico che c’è nelle storie d’amore è l’elemento fondamentale del racconto, che allo stesso tempo viene consigliato e supportato dall’intervento di uno psicoterapeuta. Non da Filippo Bisciglia o Simona Ventura, che è la voce che accompagna degnamente il racconto.

Sui social migliaia di tweet hanno inaugurato la prima puntata, tra critiche ed elogi. Perché questo mashup, che ha unito insieme la maggior parte delle dinamiche che tanto hanno conquistato il pubblico nelle ultime estati con alcuni segni distintivi dei programmi di Maria De Filippi, deve ancora ingranare. Il punto di partenza, però, sembra essere buono.

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