Lottare, manifestare, morire. In Iran la situazione è rovente, l’uccisione di Mahsa Amini, ragazza ventiduenne arrestata e percossa fino alla morte dalla polizia morale iraniana per non aver indossato correttamente l’hijab, ha sconvolto il mondo. Una lotta senza tregua, da quel 16 settembre, che fa risvegliare l’Iran ogni giorno tra manifestazioni e arresti. Bruciano i veli, simbolo dell’Islam, al grido di “Morte al dittatore”, sui social si canta “Bella ciao”, come inno alla libertà. Sono migliaia le donne che in piazza rivendicano la loro libertà, al costo di rimanere arrestate o anche di perdere la vita. In oltre 10 giorni di proteste si stimano infatti quasi 3000 arresti, secondo IranWire, oltre a 76 uccisioni durante la repressione della polizia contro i manifestanti, secondo l’Iran Human Rights.
E dal mondo sono tantissimi i messaggi di solidarietà. Dai video sui social in cui le donne si tagliano i capelli, alla protesta pacifica della Triennale di Milano e del museo Maxxi di Roma, che permettono a chiunque di lasciare una ciocca dei propri capelli. D’impatto la scelta della Nazionale di calcio iraniana, che con un gesto simbolico si schiera al fianco delle donne, coprendosi con una giacca nera le divise ufficiali da gioco. Ma non solo: Angelina Jolie con un post su Instagram ci tiene a chiedere rispetto per Mahsa e le donne che stanno protestando in questi giorni: “Vi vediamo”, dice. Così come altre celeb, che cercano di accendere un faro sulla situazione nel Paese, come Kim Kardashian e Bella Hadid.
Le azioni del governo, per reprimere il dissenso che si sta registrando in questi giorni, sono sotto gli occhi di tutti. Oltre agli arresti, le violenze, anche internet è stato oscurato (Elon Musk si è attivato per estendere Starlink, il suo servizio di Internet satellitare al Paese) per evitare che le immagini delle barbarie vengano condivise nel mondo. Ma il vento che sta soffiando è troppo più forte dell’opera di repressione e la gente deve sapere. Che c’è un popolo che sta lottando per i suoi diritti, per cambiare il suo futuro, per evitare che scene come quelle accadute a Mahsa Amini o Hadis Najafi non accadano più.