C’è una firma d’eccezione che con il suo inchiostro si lega indissolubilmente a Milano: si chiama Twiga. Nella capitale della moda, il brand della giraffa diventa anche meneghino. E per ufficializzarlo non poteva pensare in piccolo. Anzi, il contrario. Una dimostrazione? Quello che è avvenuto ieri, martedì 23 settembre 2025, in via Turati 29, nuovissima sede milanese del Twiga. Un inizio irripetibile per una notte indimenticabile. Alla presenza di un parterre di grandi ospiti, accorsi numerosi per l’esordio: da Diletta Leotta e Michelle Hunziker a Bobo Vieri e Costanza Caracciolo, fino ad Andrea Damante ed Elisabetta Gregoraci.
Un nuovo passo in un progetto in continua espansione. Dopo Monte Carlo, Versilia, Baia Beniamin e il recentissimo Porto Cervo, a Milano è stata scritta un’altra pagina significativa della storia del brand. Per l’opening il locale si è avvalso della partecipazione straordinaria di 50 Cent, icona del rap internazionale, che si è esibito in un dj set unico nel suo genere. Un bis, dopo quello di quest’estate a Porto Cervo, che però ha un sapore ancora più memorabile.
Perché non è coinciso solo con l’inaugurazione della nuova sede del Twiga, ma anche con la promessa di un nuovo luogo cardine della notte milanese. Con una formula ormai collaudata che è già sinonimo di successo. Quella che già gli affezionati visitatori dei locali del Twiga conoscono: ovvero la formula doppia, dining ed entertainment. Dalle 21:00 a mezzanotte con una cena al ristorante da 100 coperti; mentre da mezzanotte alle 5 con gli occhi puntati sulla console, grazie alla presenza di DJ internazionali e di ospiti speciali che rendono il club un luogo ambito, da adesso anche nel contesto milanese. Per delle notti memorabili da godersi appieno, da ricordare senza l’ausilio di telefoni. Perché i cellulari si fermano all’ingresso, o almeno le loro telecamere, che vengono opportunamente oscurate prima di accedere al club. La promessa è quella di rendere ogni dettaglio, anche di questa sede milanese, impresso nella memoria di chiunque varcherà la soglia di via Turati 29.
Come il menù eclettico: con un raw bar per stupire, assaggi da condividere insieme agli amici, o grandi classici di qualità prima di godersi l’atmosfera del club. O come gli interni curati nei minimi dettagli dall’architetto Stefano Belingardi, che ha creato non solo un ambiente, ma un abbraccio emozionale attraverso l’uso del colore, tra rosso, nero e la luce dell’acciaio. Senza la necessità di un’istantanea per ricordare quei momenti, ma con la consapevolezza che una nuova era è già iniziata.