“Zoo di 105”, il seguitissimo programma di Radio 105, che raccoglie un milione di ascoltatori ogni giorno, è finito nel mirino dell’Agcom a causa delle troppe parolacce pronunciate da Marco Mazzoli e dal resto del team. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che ha analizzato nello specifico le puntate del 26 ottobre e dell’11 dicembre dello scorso anno, ha riscontrato violazioni «di elevata entità» alle regole del Testo unico della radiotelevisione, evidenziando le 247 parolacce pronunciate in quattro ore on air.
La società Radio Studio 105 dovrà pagare una sanzione salata – 125 mila euro – per quelle frasi che «risultano idonee a nuocere allo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori e a turbare, pregiudicare, danneggiare i delicati complessi processi di apprendimento dell’esperienza e di discernimento tra valori diversi o opposti, nei quali si sostanziano lo svolgimento e la formazione delle loro personalità».
La radio si è difesa spiegando che la trasmissione è «un esempio non isolato di comicità grossolana imperniata sull’uso iperbolico di espressioni grezze, capaci di suscitare il riso sulla base di un meccanismo comico elementare». Ma l’Agcom ha storto il naso di fronte a queste parole controreplicando: «L’accettazione di tale tesi, assolutamente soggettiva, giustificherebbe in ogni caso la diffusione di parolacce, turpiloquio, offese alla dignità della persona, messaggi di intolleranza e lessico omofobico».