La provincia italiana è una terra di tradizioni, riti, sapori e suoni, magari anche semplici ma capaci in un attimo di rievocare le nostre radici. E il Veneto è uno di quei territori in cui le “origini” si tramandano di generazione in generazione, dove la cultura si accompagna con l’odore di vino, i cicchetti, e le discussioni al bar.
E con gli amici, tra una battuta e un’altra, può scappare una bestemmia. Per questo, scrive “il Giornale”, il “Bar Sport Da Mu” di Daniele Muledda, a Castello di Godego in provincia di Treviso, ha istituito un tariffario per chi si lascia andare in imprecazioni troppo colorite: una bestemmia vale un euro da deporre nel vasetto delle mance, se l’esclamazione è particolarmente colorita si può arrivare anche a dover versare cinque euro. Per fortuna sono anche disponibili dei coupon da tre bestemmie a due euro e cinquanta.
L’idea del “bestemmiometro” è della figlia di Daniele, Camilla, come ha raccontato lei stessa al “Gazzettino”. “Nel bar erano presenti due avventori che stavano discutendo animatamente, con un intercalare continuo di bestemmie. Il tutto vicino a un bambino che stava con la mamma. Ecco, in quel momento ho pensato che dovevo fare qualcosa ed è nata questa idea». A detta dei proprietari del bar. nessuno si è lamentato per la nuova tassa, anzi. A quanto pare i clienti più affezionati, tanto al locale quanto alla bestemmia, hanno sottoscritto un “abbonamento full”, versando in anticipo la somma per avere totale libertà di esclamazione. Ben venga perché, come fanno sapere dal “Bar Sport Da Mu”, il ricavato va tutto in beneficenza.