Trend charms: il “bling bling” di una tendenza che non fa più rumore

Miu Miu ha recentemente lanciato una nuova capsule collection di charms, ovvero i portachiavi che stanno spopolando come accessori da appendere a borse e vestiti, ispirati ai capi più iconici e desiderati degli ultimi anni della maison. La collezione comprende riproduzioni in miniatura dell’ormai celeberrima camicia azzurra della collezione SS22, oltre alla mini skirt e alle ballerine in raso rosa nude, sempre della stessa stagione. Ma di questa capsule di piccoli accessori fanno anche parte la felpa hoodie con logo, i mocassini Penny, e una riproduzione della It-Bag “Aventure”. Ma se pensavate di potervi accaparrare uno di questi ciondoli a un prezzo accessibile, forse vi sbagliate di grosso; i charms di Miu Miu partono da un prezzo di 625 dollari e possono arrivare fino ai 1.550. Non poco per dei piccoli ciondoli da appendere a una borsa.

Il trend dei charms ormai è diventato virale da tempo; partito come una tendenza tipica dello stile Kawaii ispirato al mondo degli anime giapponesi, in breve è diventato uno specchio per le allodole dei marchi più rinomati, che ne hanno compreso pienamente la potenza in fatto di marketing. Per i clienti più giovani ma anche per quelli meno economicamente avvantaggiati, i portachiavi e i ciondoli rappresentano un’alternativa divertente per potersi permettere un accessorio del brand preferito ma senza spendere cifre esose. Certo, se poi consideriamo i prezzi di Miu Miu, forse dovremo ricrederci sull’effettivo successo iniziale di questa categoria, dovendogli attribuire un’importanza diversa, al pari di un paio di scarpe o una borsa di dimensioni reali.

Ma ha senso tutto ciò? Possibile che i ciondoli da borsa siano l’unica “next big thing” su cui puntare, ma soprattutto, per quanto tempo ancora? Lo stile personale è appannaggio del singolo, per cui, gli amanti dei portachiavi appesi a borse e cinture procedano pure in tranquillità nel continuare ad abbellire le proprie it-bag con un tripudio di miniature rumorose. Un “bling bling” che non è solo onomatopeico, ma che fa riferimento anche ai soldi nel portafoglio necessari per potersi accaparrare delle mini ballerine in raso da appendere dove si vuole.

Il bello di questa tendenza dovrebbe, in teoria, associarsi a un concetto più che altro affettivo; in passato i portachiavi e i ciondoli erano per lo più piccoli regali o manufatti acquistati in viaggio. Delle chicche, dei ricordi, dei piccoli espedienti per portare con sé esperienze di vita e persone lontane, indipendentemente dal loro valore economico. Poi certo, la cultura giapponese di uno specifico modo di vestire gli ha conferito un’allure più modaiola, ma sempre e comunque autenticamente gioiosa. Un qualsiasi nerd vanterebbe una collezione di ciondoli e portachiavi ispirati ai propri manga preferiti, ma oltre a rappresentare un senso di appartenenza a una determinata sub-culture, si tratta spesso anche di oggetti con un costo giustamente limitato.

Ora invece anche i charms fanno status symbol, ma soprattutto non fanno più rumore: inventiamoci qualcos’altro per favore, o pensiamo a produrre bene dei capi indossabili piuttosto che le loro riproduzioni in miniatura.

[📷 miumiu.com] 

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