L’apparenza inganna e La Sad è proprio qui per dimostrarcelo. Sarà per lo spirito che incarnano, sarà per la voglia di raccontare il dolore che hanno provato e hanno voluto trasmettere in musica. Poco conosciuti dal pubblico nazional-popolare, già degli idoli per i loro fan, ma anche nel mirino delle polemiche (e dei pregiudizi) appena dopo l’ufficializzazione della lista dei big di Amadeus a dicembre. Con “Autodistruttivo”, scritto e composto anche da Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari, raccontano una storia “in cui tutti quanti possono rispecchiarsi”, ci dicono, perché a proprio modo ognuno ha passato dei momenti tristi nella propria vita. Theø, Plant e Fiks dietro l’aria da scatenate punk-rockstar, nascondono le debolezze e le difficoltà di qualunque ragazzo.
La loro salvezza? La musica e il lockdown, fa strano a dirsi. Perché è in quel momento che si unirono in un monolocale a Milano, chiamato “Il Castello”, dando vita a quello che è il gruppo che conosciamo oggi. Non Sanremo, ma Sad-remo. In riviera a febbraio non sarà la “Summersad” che cantano, ma una ventata calorosa di freschezza, scusate l’ossimoro, la porteranno sicuramente. Noi abbiamo voluto giocare con loro, prendendo in prestito “L’intesa vincente” del game quiz di Rai 1 “Reazione a Catena”. E vi diremo… non sono affatto male.
Volete sapere qual è la cosa meno punk che fanno nelle loro vite? Vi basta guardare il video!