Tra ribellione e raffinatezza, Diana Vreeland ha creato la moda come la conosciamo

Ci sono persone destinate a fare la storia. Diana Vreeland è una di queste, e la sua di storia è legata a quella della moda, che ha contribuito a scrivere come in pochi hanno saputo fare. Prima giornalista per Harper’s Bazaar e poi direttrice di Vogue, oltre che icona indiscussa di stile. Se pensiamo al minimalismo e al quiet luxury che oggi contraddistingue i vertici della moda, tra capelli a caschetto e occhiali da sole che coprono ogni emozione, Diana Vreeland era tutto l’opposto. A partire dai vistosi gioielli e dal make-up, sempre impeccabile e inconfondibile, sul volto della giornalista non poteva mai mancare una buone dose di blush abbinato al rossetto rosso. Rosso era il colore che la contraddistingueva: a partire dal suo appartamento, massimalista e pieno di oggetti da ogni parte del mondo, che richiamava la sua personalità ricca e variegata, ma anche rigorosa e sicura di sé.

Con la sua irriverente rubrica “Why don’t you…” ha creato l’immagine della donna moderna. Proposte avant-garde per l’epoca, ma pur sempre segnate da quella raffinatezza che la contraddistingue, Diana Vreeland ha cambiato per sempre la linea editoriale delle riviste di moda lanciando idee come “Perché non dipingere un mappamondo sulle pareti della stanza dei bambini per aiutarli a crescere con un punto di vista meno provinciale?”. Dall’alta società newyorkese, infatti, si dice sia stata notata negli anni ’30 durante un ballo in cui è stata vista danzare in un abito bianco firmato Chanel, e da lì il resto è storia. Una storia della moda bellissima scritta e diretta da Diana Vreeland.

[📸 Getty images; Archive Farms Inc, ZUMA Press, Keystone Press, Alamy / IPA]

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