Tommaso Paradiso e il debutto da solista con “Space Cowboy”: “Non andrò mai a Sanremo”

11 canzoni, con un solo featuring. È “Space Cowboy”, il ritorno discografico di Tommaso Paradiso, ex-frontman dei TheGiornalisti, la band che lo ha accompagnato verso il successo. La fine di quel progetto è diventato un groviglio legale, ma Paradiso assicura, in un’intervista al Corriere della Sera, che musicalmente non è cambiato nulla. “Non vorrei che si scatenassero gli avvocati… ma cambia solo il nome. Anche allora, come adesso, i dischi li facevo da solo assieme al produttore”.

Un periodo, quello tra la fine della band e l’uscita di questo disco, che è coinciso anche con una pandemia, che ha sconvolto il mondo e che è presente in qualche modo anche nel disco. “’Space Cowboy’ non racconta la pandemia ma le riflessioni di quei momenti. La malinconia è fondatrice della produzione artistica. Il cervello rilascia sostanze che creano quella sensazione esattamente al centro fra tristezza e felicità, ma, come nei quadri di Magritte, nelle mie canzoni c’è sempre una luce in fondo”.

Il suo debutto da solista, tra l’altro, coincide anche con quello da regista. Il 26, 27 e 28 aprile uscirà nelle sale di tutta Italia “Sulle nuvole”, il film diretto dal cantautore che racconta l’amore e la musica, tramite il personaggio di Nic Vega. «Abbiamo in comune l’eccesso, il vivere tutto al massimo, drammi e gioie, la paura del palco, il piacere del vino… Spero di non fare la sua fine, lui ha una vita travagliata. Era una storia che doveva essere raccontata al cinema, una canzone non sarebbe bastata. Il cinema è la mia vera passione, ma nelle canzoni ci metto il mio mondo. Alla fine preferisco un tour sold out negli stadi che un Oscar».

Il nome di Tommaso Paradiso è più volte rientrato nei papabili partecipanti al Festival di Sanremo, anche quest’anno. Un’esperienza che però il cantautore romano nega di voler affrontare. “Non capisco perché girasse il mio nome: non parteciperò mai a una gara canora. E poi dico che essendo il festival della canzone e non The Voice si dovrebbe valutare il brano. Magari per colpa di un’interpretazione incerta si perde un grande brano. Se allora uno volesse fare playback bisognerebbe lasciarlo fare”.

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