Già durante la première di Spider-Man: Brand New Day, terzo e ultimo capitolo della saga dedicata al supereroe più amato di tutti i tempi nonché il set che ha dato vita alla sua storia d’amore con Zendaya, Tom Holland ci aveva regalato momenti memorabili. Dalle interviste, come quella in cui aveva confermato il matrimonio con Zendaya mentre tutto intorno circolavano indizi senza mai arrivare a una vera conferma, era emersa una spontaneità rara. Una naturalezza immediatamente seguita da un tenero «non posso dirvi nient’altro a riguardo», che lo ha fatto apparire come il classico bonaccione costretto a sottostare alle regole non scritte di Hollywood.
E poi ci sono stati i momenti diventati virali durante la première: quando si è messo davanti a Zendaya per permetterle di sistemare l’abito lontano dagli occhi delle telecamere, proteggendone la privacy con un gesto tanto semplice quanto premuroso; oppure quando, durante l’evento a Roma, ha interrotto le interviste per chiedere alla moglie il nome della storica gelateria – Giolitti – dove sarebbero andati a prendere il gelato dopo la serata. Insomma, un ragazzo dolce oltre che un attore di fama mondiale: innamorato, spontaneo e con un senso dello stile tutt’altro che trascurabile. D’altronde, se sei il marito di Zendaya, qualcosa in fatto di moda deve pur esserti rimasto.
Con The Odyssey di Christopher Nolan, dove torna a recitare al fianco della moglie, Tom Holland ha mostrato ancora una volta queste qualità. Nelle ultime ore è diventata virale l’intervista realizzata da Wired in cui gli viene chiesto se Atena – il personaggio interpretato da Zendaya – fosse innamorata di Ulisse. La sua risposta, arrivata con assoluta naturalezza, è stata: «No, perché è sposata con me», rompendo metaforicamente la quarta parete tra cinema e vita reale.
Ma non è stato l’unico momento capace di conquistare il pubblico. Impossibile dimenticare quando durante la première di Mumbai, insieme a Nolan e Matt Damon, si è fermato a bere un tè con dei pasticcini, dando vita a una scena spontanea e divertente che ha rapidamente fatto il giro dei social.
E poi c’è il capitolo stile. Ieri, durante un’uscita dedicata alla promozione del film, è stato fotografato con uno dei capi più virali degli ultimi mesi anche nel guardaroba femminile: la sport jacket di Saint Laurent, indossata aperta sopra una semplice canotta bianca e abbinata a un paio di jeans. La dimostrazione che, a volte, bastano pochi elementi per costruire un look memorabile.
E se sui red carpet gli occhi sono spesso puntati soprattutto sui look femminili – e tra Zendaya, Anne Hathaway, Charlize Theron e Lupita Nyong’o questa première ha regalato moltissimi momenti fashion – Tom Holland è riuscito comunque a ritagliarsi uno spazio tutto suo. Durante il tour promozionale l’attore ha sfoggiato una serie di completi sartoriali mai banali, costruiti su linee essenziali ma arricchiti da dettagli inaspettati capaci di rendere ogni look degno di nota.
Tra gli esempi più riusciti c’è il completo indossato alla première di New York, firmato Fear of God: un abito marrone scuro composto da una giacca girocollo in lana double weave e pantaloni sartoriali a zampa. Il look reinterpreta il classico doppiopetto attraverso un taglio con rever singolo ispirato al kimono, chiuso da bottoni nascosti e pensato per essere indossato senza camicia, abbinato a pantaloni che uniscono una costruzione sartoriale a una linea svasata, aggiungendo al completo un tocco dal sapore anni Settanta, ulteriormente enfatizzato dagli ankle boots in suede marrone sempre firmati Fear of God.
Uno degli esempi più riusciti è arrivato però alla première mondiale di Londra, dove Tom Holland ha indossato uno smoking su misura firmato Gieves & Hawkes, ispirato all’armatura del suo personaggio, Telemaco. A un primo sguardo sembrava un classico dinner suit nei toni del bordeaux e del marrone ma osservandolo più da vicino emergevano dettagli come sottili gessature realizzate in codice Morse che componevano il titolo The Odyssey e le iniziali della storica maison di Savile Row. Un raffinato omaggio al film e una dimostrazione di come anche un abito apparentemente tradizionale possa nascondere una storia da raccontare.
[📸 BACKGRID / Snapix]