Ci sono scelte sbagliate di cui sappiamo già che ci pentiremo. Può essere ordinare un piatto sconosciuto al ristorante, la scelta di uscire una sera durante la settimana con relativo risveglio in hangover, dare una possibilità all’ex narcisista o anche procedere all’acquisto compulsivo durante il Black Friday di qualcosa di cui non avevamo assolutamente bisogno. E se vi dicessi che esistono invece delle scelte sbagliate di cui non solo non ci pentiremo ma che addirittura potrebbero rivelarsi giuste? Ecco, la “Wrong Coat Theory” si inserisce esattamente in questo contesto di scelte sbagliate ma anche no, quelle che potrebbero addirittura apportare un quid in più . E si sa, quando ci sentiamo vestiti bene, anche la giornata ci sembrerà migliore. (Ecco, ho appena detto qualcosa di cui mi pentirò in cinque minuti).
Ormai è da tempo che il concetto di total look abbinato non fa più scuola: ci sentiamo liberi di sperimentare, di accostare capi di stile, tessuti e anche stagioni diverse per ricreare qualcosa che possa essere unico e personale. Il capospalla, in questo senso, resta l’alleato migliore perché riesce a rendersi indipendente da tutto il resto e di conferire un tocco che può in ogni caso determinare la perfetta o meno riuscita di un outfit. Insomma, quando abbiamo scelto di indossare una bomber jacket su uno slip dress o un cappotto sartoriale su una tuta sportiva, beh, abbiamo probabilmente calibrato l’opzione migliore che avremmo potuto selezionare. È un gioco sottile di contraddizioni, pesi e misure che si incontrano e che contribuiscono non poco a un risultato che possa essere effortless, studiato nella sua apparente dimenticanza, rilassato e disimpegnato ma capace di lasciare il segno. Certo, ci sono occasioni in cui la coerenza sarebbe raccomandata, ma sono talmente esigue rispetto alla libertà del quotidiano che possiamo veramente sbizzarrirci.
Un approccio che abbiamo visto anche in passerella: da Saint Laurent, puff dress maestosi e teatrali sono stati abbinati a biker jacket di pelle oversize. L’eleganza più sopraffina che si veste di una certa vena di ribellione, acquisendo freschezza e maggior portabilità, per un look che altrimenti risulterebbe fin troppo sofisticato da essere concretamente percepito nel reale. E che dire delle giacche di pile di Miu Miu abbinate a pencil skirt da signorina? Miuccia Prada è del resto da sempre una maestra della provocazione e della poetica dell’errore e nessuna meglio di lei potrebbe incarnare questo genere di approccio, dove giusto o sbagliato diventano solo aggettivi da mescolare a nostro piacimento. E ancora, da Tory Burch le pellicce vengono abbinate alle tute – grandissima tendenza che ci fa immediatamente sentire come delle celeb losangeline appena uscite da una sessione di hot yoga -, mentre il Valentino di Alessandro Michele abbina slim jacket bon ton con fiocchi a denim, sneakers di Vans e top balaclava d’ispirazione sportswear. Insomma, se vi siete sempre sentite “sbagliate”, sappiate che la moda vi offre la possibilità di incorrere nei vostri sbagli ed esserne felici. Almeno, è già qualcosa.
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