Le gemelle più famose del fashion system, Mary Kate e Ashley Olsen, hanno fatto storcere il naso a molti quando in occasione dell’ultima sfilata FW24-25 di The Row, hanno “gentilmente imposto” a tutti gli ospiti dello show il divieto assoluto del telefono. Nessuna foto, nessuna anticipazione, nessuno spoiler, nessuna Instagram story o TikTok che potesse svelare parte della collezione, ma piuttosto hanno fornito a tutti i presenti delle piccole agende con penna, qualora volessero annotare qualcosa.
Ed eccoci qui, catapultati indietro di circa 30 anni, quando le sfilate erano un appannaggio esclusivo degli addetti ai lavori e pochissime celebrities, una roccaforte insormontabile di un gruppo di privilegiati che respirava moda quotidianamente, tra fashion editor, giornaliste e qualche socialist “amica di”, al 90% vestiti di nero che fa “chic senza impegno” e con le immancabili agende per trascrivere rapidamente annotazioni sui capi in sfilata, in vista di articoli e trafiletti sulle maggiori testate di settore.
Con gli anni i notesbook sono stati sostituiti da smartphone e i-pad, le sfilate si sono aperte ad una miriade di figure che prima del 2010 non erano nemmeno pensabili potessero esistere, e il resto è storia come la conosciamo tutti. Ma a pensarci bene, la personalità delle due sorelle fondatrici di uno dei brand massimi esponenti del minimal luxury, sartoriale e concettuale, non si sposano poi così bene con le strategie di comunicazione di massa tanto in voga negli ultimi anni, ma hanno sempre fatto del loro approccio discreto e riservato il vero punto di forza del brand, a cominciare dai loro canali social; nessun ambassador di grido, nessun video che strizza l’occhio ai trend social, ma un feed Instagram fatto per lo più di immagini d’ispirazione, soprattutto del mondo arte e architettura.
Ma qual’è la reazione a questo tipo di modus operandi? Da una parte i detrattori, che trovano l’atteggiamento delle gemelle ex attrici prodigio di Hollywood come eccessivamente snob, freddo, obsoleto. Dall’altra, parte del mondo creativo-intellettuale che invece supporta un certo tipo di comunicazione, cool proprio perché non si è “svenduta” alle ridondanti strategie dei mass media, ma ha conservato quella patina esclusiva, elitaria.
La domanda sorge dunque spontanea: la coolness oggi fa ancora rima con esclusività o il futuro della moda è democratico? Il discorso è complesso, perché se non possiamo negare che strumenti come i social media siano di fatto parte della vita del 90% della popolazione mondiale e che cercare di discostarsene sia un tentativo legittimo ma senza dubbio da ragionare e processare con lentezza, dall’altra l’eccessiva democratizzazione del sistema ha forse penalizzato elementi fondamentali, come l’expertise effettiva di alcuni addetti ai lavori, soppiantati dalla convinzione che “tutti possono fare tutto”, con un conseguente calo della qualità e non solo degli abiti in se, ma dell’intero contorno.
A distanza di qualche giorno, le foto della collezione autunno-inverno 2024 di The Row sono state svelate: i cappotti e i trench coat, da sempre uno dei main focus del brand, anche per questa stagione confermano l’abile know how del design team del brand, con forme strutturate, ora squadrate ora pù smussate, ma la qualità che trasudano è innegabile, un vero trionfo di minimalismo sofisticatissimo e avanguardista, eppure estremamente portabile. I tessuti sono altissimi, ritroviamo i plissé, la lana, i tessuti bouclé dei long cocktail dress, ma anche i blazer, e le pellicce maxi che ci riportano immediatamente alla vita frenetica delle giornate invernali Newyorkesi, città head quartier della maison, con una palette colori soft e concreta al tempo stesso. Nel casting troviamo modelle iconiche come Mariacarla Boscono, Kristen McMenamy, Eva Herzigova; tutto trasmette calma, un rigore che non è rigidità ma più che altro una devozione e un’attenzione minuziosa ad ogni passaggio del processo creativo.
Nel marasma forsennato dello scoop immediato, forse Mary Kate e Ashley volevano trasmetterci la necessità di imparare ad attendere, di prendersi i propri tempi per capire, elaborare, per guardare ad una sfilata con i propri occhi e senso critico, e non attraverso lo schermo di un telefono. E visti i risultati, forse dovremmo cominciare a considerare questo approccio come un’opzione discutibile ma vincente.
[📷 therow.com]