The Factory of Light: illuminazione divina per la prima lampada di Aēsop

La Chiesa del Carmine è uno dei luoghi più iconici di Milano, non solo come sfondo privilegiato per l’aperitivo nei locali che la circondano, ma soprattutto per la bellezza storica che custodisce e che durante questa Design Week si amplifica grazie ad Aēsop. All’interno del chiostro e degli spazi suggestivi della chiesa prende forma The Factory of Light, una sequenza di installazioni architettoniche che esplorano i piaceri della creazione manuale, le formulazioni del brand e il dialogo continuo tra luce e ombra, oltre che un’occasione per raccontare l’expertise di Aēsop nel mondo della formulazione. Saponi e sieri diventano protagonisti sin dall’ingresso, dove gli esperti del brand accompagnano i visitatori in un gesto tanto semplice quanto universale: lavarsi le mani. Un rituale quotidiano che qui si trasforma in un’esperienza sensoriale e quasi meditativa, elevata dai prodotti – tra cui il nuovo Solais Replenishing Hand Serum, formulato con niacinamide, radice di tarassaco e LHA per attenuare le macchie solari e offrire alle mani la stessa cura riservata al viso. Le mani, primo strumento della creazione umana, diventano così il centro di un gesto che è al tempo stesso funzionale e simbolico.

Dopo questa sorta di “purificazione”, perfetta prima di entrare in un luogo sacro, si accede agli spazi interni attraversando una grande tenda decorata che segna il passaggio tra esterno e interno. Nel chiostro ci si muove tra lo staff, vestito con le già virali divise firmate Yohji Yamamoto, una collaborazione che riflette un’affinità estetica e progettuale, e in questa occasione declinata in chiave quasi clericale. Nel patio, le installazioni prendono la forma di impalcature che, invece di mostrare il risultato finale di un restauro, svelano il processo creativo: scorrono video di artigiani e laboratori a conduzione familiare coinvolti nella realizzazione della novità del brand, presentata proprio in questa occasione: la lampada Aposē.

Il percorso conduce poi alla sacrestia di Santa Maria del Carmine, uno degli ambienti più suggestivi della Design Week. Raccolto e immerso nel calore del legno di noce nero, lo spazio ospita il momento culminante dell’esperienza con un’installazione composta da quasi 11.000 flaconi Aēsop recuperati da scorte in eccedenza. Disposti in una configurazione ondulata, i contenitori color ambra rifrangono e moltiplicano la luce sulle boiserie storiche intagliate, creando un effetto visivo ipnotico.

Aēsop presenta così la sua prima lampada, Aposē, come una vera e propria illuminazione divina, in tutti i sensi. Non sorprende che sia tra gli allestimenti più ambiti da visitare durante questa edizione della Design Week, come dimostrano le lunghe file all’ingresso. E in effetti, nessuna foto e nessun video riescono davvero a restituire l’atmosfera onirica che si prova attraversando l’esperienza.

[📸 Instagram: aesop / © Ludovic Balay]

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