Tendenze: la moda non ha più trend da raccontare?

I fashion trend sono morti. Amen. Una frase secca ma capace di rappresentare in maniera efficace quello a cui stiamo assistendo in questo momento storico. Tendenze, trend, chiamateli come volete: una parola vista e rivista nel linguaggio dell’editoria di moda, un’espressione che per decenni stava a rappresentare tutte le novità in fatto di moda e accessori, le ondate di stile che rendevano un determinato gusto, epoca, pattern, colore in voga in un determinato momento storico. Un concetto esteso non solo agli addetti al settore, ma diventato di linguaggio comune, una prassi abituale una prassi su cui spesso ci siamo interrogati. “Cosa andrà di moda quest’anno?” è una domanda che ci siamo sentiti chiedere dalle nostre nonne, dalla vicina di casa, durante una chiacchiera dal parrucchiere. Una frase leggera, buttata un po’ lì, eppure carica di un significato ben più intrinseco: tutti, almeno una volta, abbiamo desiderato essere alla moda.

Ma se dovessero porgerci la fatidica domanda “Cosa andrà di moda quest’anno?” forse non sapremmo cosa rispondere. Sopraffatti da un girone infinito di micro e grandi tendenze che si sono susseguite affannosamente negli ultimi anni, ora tiriamo il freno a mano. Dove stiamo andando non si sa, perché quello che le ultime passerelle ci hanno offerto è una visione confusa della contemporaneità, probabilmente specchio di un’economia in crisi, di pari passo alla creatività.

Tra chi urlava a gran voce il ritorno di una sensualità più glamour e chi continua a difendere a spada tratta il quiet luxury, in questa guerra di tendenze non esistono né vincitori né vinti. Il minimalismo va a pari passo con la sensualità, lo streetwear con il sartoriale, il maschile con la femminilità più accentuata. Tutti vogliamo indossare tutto e tutti non vogliamo indossare niente: nulla è vietato e, paradossalmente, nulla ci entusiasma. Di fatto stiamo vivendo uno dei periodi più fortemente apatici della storia della moda. C’è chi sostiene che a fare la differenza non siano più i vestiti ma l’attitude con cui si indossano. Ed ecco che anche una t-shirt bianca e un denim di jeans fanno la differenza se a portarli vi è un certo approccio. Ma la moda resta moda e il concetto per cui sia la persona a indossare l’abito e non il contrario, seppur sacrosanto, non dovrebbe frenare la voglia di mettersi ancora in gioco durante le collezioni.

Un clima di appiattimento generale che abbiamo visto anche al’ultimo Met Gala 2025, dove nessuna delle celeb presenti è stata in grado di entusiasmarci davvero. La moda ci ha annoiato? Probabilmente ci ha talmente assuefatto alle sue dinamiche che ci sembra tutto già visto e rivisto. È una condizione destinata a durare a lungo termine? Speriamo di no, c’è ancora qualcuno che ha qualcosa da dire, per fortuna.Tendenze: nessun trend all’orizzonte, cosa sta accadendo?

I fashion trend sono morti. Amen. Una frase secca ma capace di rappresentare in maniera efficace quello a cui stiamo assistendo in questo momento storico. Tendenze, trend, chiamateli come volete: una parola vista e rivista nel linguaggio dell’editoria di moda, un’espressione che per decenni stava a rappresentare tutte le novità in fatto di moda e accessori, le ondate di stile che rendevano un determinato gusto, epoca, pattern, colore in voga in un determinato momento storico. Un concetto esteso non solo agli addetti al settore, ma diventato di linguaggio comune, una prassi abituale su cui spesso tutti ci siamo interrogati. “Cosa andrà di moda quest’anno?” è una domanda che ci siamo sentiti chiedere dalle nostre nonne, dalla vicina di casa, durante una chiacchiera dal parrucchiere. Una frase leggera, buttata un po’ lì, eppure carica di un significato ben più intrinseco: tutti, almeno una volta, abbiamo desiderato essere alla moda.

Ma se dovessero porgerci la fatidica domanda “Cosa andrà di moda quest’anno?” forse non sapremmo cosa rispondere. Sopraffatti da un girone infinito di micro e grandi tendenze che si sono susseguite affannosamente negli ultimi anni, ora tiriamo il freno a mano. Dove stiamo andando non si sa, perché quello che le ultime passerelle ci hanno offerto è una visione confusa della contemporaneità, probabilmente specchio di un’economia in crisi, di pari passo con la creatività.

Tra chi urlava a gran voce il ritorno di una sensualità più glamour e chi continua a difendere a spada tratta il quiet luxury, in questa guerra di tendenze non esistono né vincitori né vinti. Il minimalismo va a pari passo con la sensualità, lo streetwear con il sartoriale, il maschile con la femminilità più accentuata. Tutti vogliamo indossare tutto e tutti non vogliamo indossare niente: nulla è vietato e, paradossalmente, nulla ci entusiasma. Di fatto stiamo vivendo uno dei periodi più fortemente apatici della storia della moda. C’è chi sostiene che a fare la differenza non siano più i vestiti ma l’attitude con cui si indossano. Ed ecco che anche una t-shirt bianca e un denim di jeans fanno la differenza se a portarli vi è un certo approccio. Ma la moda resta moda e il concetto per cui sia la persona a indossare l’abito e non il contrario, seppur sacrosanto, non dovrebbe frenare la voglia di mettersi ancora in gioco durante le collezioni.

Un clima di appiattimento generale che abbiamo visto anche all’ultimo Met Gala 2025, dove nessuna delle celeb presenti è stata in grado di entusiasmarci davvero. La moda ci ha annoiato? Probabilmente ci ha talmente assuefatto alle sue dinamiche che ci sembra tutto già visto e rivisto. È una condizione destinata a durare a lungo termine? Speriamo di no, c’è ancora qualcuno che ha qualcosa da dire per fortuna.

[📷Instagram: gucci]

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