Tea Room: il fascino senza tempo delle sale da tè, tra passato e futuro

“È l’ora del tè”. Un’affermazione che, nella sua semplicità, custodisce una tradizione antichissima, un rituale fatto di piacere, calma e bellezza, tramandato di generazioni in generazioni e ancora oggi considerato da molti un appuntamento irrinunciabile. Perché quella per il tè, ancora più che per il caffè, è una vera e propria passione, dove la selezione di gusto puro incontra una gestualità fatta di piccoli ma indispensabili accorgimenti e dove anche il quotidiano acquista un valore in più, quello di ritagliarsi un momento di relax da vivere da soli o in compagnia. Il Chadō, conosciuto in Occidente anche come Cerimonia del tè, è un rito sociale e spirituale praticato in Giappone, una delle celebrazioni più antiche e iconiche legate a doppio filo con la spiritualità zen del Paese. Una cerimonia estetica e spirituale che celebra armonia, purezza, rispetto e tranquillità, focalizzandosi sulla preparazione e degustazione del tè verde in polvere, l’ormai popolarissimo matcha, in un’atmosfera di concentrazione e gratitudine per il momento presente. Include gesti precisi, l’uso di utensili specifici come il chasen, il frullino di bambù, e la chawan, ovvero la tazza, e spesso un pasto leggero (kaiseki), culminando nella contemplazione degli oggetti e nella condivisione di un’esperienza immersiva che unisce l’ospite e gli invitati. Quella del tè in Oriente è una faccenda seria e, proprio durante i continui scambi commerciali avvenuti nei secoli, è riuscita a influenzare anche la cultura occidentale, entusiasta di accogliere questa bevanda ricca di proprietà ma soprattutto fautrice di una serie di procedure estetiche e soddisfacenti. Ed ecco che, proprio nell’ottocento britannico della Regina Vittoria, in Inghilterra nasce l’usanza del tè delle cinque, un rituale pomeridiano tipicamente British e ormai entrato nelle consuetudini più famose del Paese.

Immaginatevi negli esclusivi salotti del palazzo reale, con le loro carte da parati, i tavolini in legno finemente decorati, i divanetti e le poltroncine in velluto dai colori confetto o lussuosi; le dame di compagnia della regina amavano riunirsi con lei ogni pomeriggio, intorno alle 17.00, per chiacchierare di pettegolezzi effimeri e gustare, insieme al tè, pasticcini, pane caldo con burro e confetture e fette di torta appena sfornate, ma anche sandwich salati. Immancabili i servizi di porcellana con cui questo buffet veniva servito: tazze e teiere dipinte, vassoi e alzatine in argento, cineserie e chi più ne ha più ne metta. Durante la stagione estiva poi, spesso ci si spostava in veranda, tra poltrone in rattan su cui dondolarsi dolcemente e la vista di piante e fiori a fare tutto il resto. Inizialmente considerata un’abitudine per le classi privilegiate, ben presto il cosiddetto “afternoon tea” divenne un’usanza tipica di tutto il Regno Unito e in tutta l’isola nacquero tantissime sale dedicate al tè delle cinque, che gareggiavano in bellezza, eleganza e ovviamente bontà del companatico. Da Londra a tutto il resto d’Europa il passo è breve: da Parigi a Vienna, passando per Milano, Torino e Napoli, le pasticcerie più importanti delle grandi capitali europee cominciano a riservare delle sale specifiche per questo appuntamento quotidiano, che ancora oggi hanno conservato intatto il loro fascino d’altri tempi. E che dire del fascino misterioso del Medio Oriente? Dai riad di Marrakech alle nuove capitali del lusso come Dubai, le sale da tè continuano a essere un luogo sospeso tra passato e futuro, dove abbandonarsi a un momento di relax, riflessione ma anche semplice condivisione, qualcosa capace di scalare corpo e cuore in un solo gesto.

Quali sono a oggi le sale da tè più belle da visitare assolutamente? Partiamo dalla capitale del tè per eccellenza, Londra, dove è possibile fare un vero e proprio salto indietro nel tempo all’iconico Hotel Café Royal e, in particolare, nella sua Oscar Wilde Lounge, la sala da tè dedicata al celebre scrittore e dandy irlandese. Con la sua maestosa cornice fatta di stucchi in oro e specchi e le sue poltrone rosse, vi sembrerà di rivivere le atmosfere imperiali della Londra Vittoriana. La Mamounia di Marrakech è invece il contraltare perfetto che unisce tradizione e lusso: la sala da tè, oltre ai gustosi dolci dello chef parigino Pierre Hermé, è caratterizzata da un salone interno illuminato dalla luce di un monumentale lampadario di cristallo e un patio andaluso con un fascino da giardino d’inverno. In Italia, non potrete perdervi una pausa in due istituzioni del genere: quella al Four Seasons di Firenze e del Grand Hotel Tremezzo sul Lago di Como, due master dell’eleganza sopraffina del più autentico Italian style. A Parigi è invece una tappa obbligatoria la celebre Maison Angelina, simbolo della patisserie francese, sofisticata e vezzosa, dove oltre al tè avrete senza dubbio l’imbarazzo della scelta per la selezione di leccornie al bancone. La soddisfazione dei sensi vale la fila. Per il lusso più esclusivo, concedetevi una consumazione all’hotel The Chedi Andermatt, un cinque stelle unico del Canton Uri, in Svizzera; la Russian Tea Room a Central Park resta invece la prediletta dei newyorkesi, un locale storico fondato da russi fuggiti dalla rivoluzione d’ottobre negli anni venti del Novecento e celebrato anche nei film da Woody Allen. E se è la Russia la vostra musa, perché non prendervi un tè caldo all’Astoria Hotel di San Pietroburgo? Un luogo sospeso tra passato e presente dove la bellezza regna sovrana.

[📷Instagram: angelina_paris / © Arnaud Rinuccini; baccarathotels; russiantearoom]

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