Una svolta epocale, che in qualche modo segna un precedente interessante. O pericoloso? Da quando poche settimane fa il produttore Timbaland, tra gli indiscussi geni della scena musicale, ha annunciato la sua nuova mossa, non si parla d’altro. A cosa ci riferiamo? A TaTa, un’artista musicale interamente realizzata con intelligenza artificiale, le cui canzoni usciranno presto. Tanti i siti musicali che hanno dato spazio alla scelta del rapper e produttore di buttarsi sulla musica generata tramite intelligenza artificiale, grazie alla nuova etichetta discografica “Stage Zero”, che vuole proprio mischiare la creatività umana ai suoni basati sull’intelligenza artificiale.
L’alba dell’A-pop, com’è stato ribattezzato questo nuovo genere musicale che potrebbe sconvolgere l’industria. Una scelta, quella di Timbaland, che sarebbe arrivata non solo dai grossi impulsi che l’AI ha dato negli ultimi mesi, già creando non pochi problemi all’industria musicale, ma anche dai pochi impulsi arrivati dai nuovi artisti, secondo il suo parere, secondo quanto riportato da Vice in un articolo. Nei commenti del suo post, in cui ha pubblicato gli screen dei portali che hanno parlato di questa sua nuova iniziativa, i pareri sono stati per lo più negativi. Come un utente che ha scritto: «Giuro che ti voglio bene fratello ma non è questo. Non vi rendete conto di cosa sta succedendo nel mondo. La tua voce è potente e troppo importante per fare una cosa del genere. Ho degli studenti che ti venerano. Diranno “se Timbaland può farlo, allora va bene che lo faccia io”. Questi sono i tempi, proprio qui, che si definisce la storia… L’espressione umana non potrà mai essere ridotta a questo!!! Questo è molto più grande della musica!!!».
E anche una delle firme più autorevoli del mondo della musica, come Gino Castaldo de La Repubblica, poche ore fa ha analizzato questa operazione. «Ora siamo alle soglie di una mutazione epocale. Pericolosissima perché sfrenata, del tutto priva di argini e confini, interamente in mano a logiche commerciali, e alla visione del profitto importa molto poco di certe sottigliezze umane. Potremmo, nel giro di poco, essere in forte difficoltà a distinguere il vero dal falso, saremo umani in grado di generare artisti non umani, finché l’Intelligenza Artificiale non sarà in grado di decidere per suo conto producendo musiche per intrattenere entità altrettanto artificiali. È la fine della musica? Certamente no, ma come se non bastassero gli altri problemi che affliggono il mondo, potremmo tra poco essere costretti a scendere in piazza per difendere l’umanità di una canzone», ha scritto.
Un impatto incredibile
Perché effettivamente l’impatto che l’Ai ha avuto e sta avendo sulla musica ha creato non poche destabilizzazioni. Solo pochi mesi fa 1000 artisti britannici avevano pubblicato un album vuoto per denunciare sulle modifiche della legge sul Copyright del governo britannico: Una tracklist che voleva esprimere un messaggio semplice: «Il governo britannico non deve legalizzare il furto di musica a vantaggio delle aziende di intelligenza artificiale». Ma oltre ai problemi di copyright, c’è anche un problema ancor più etico: e cioè lo spettro della tecnologia che possa sostituire il talento umano, unico nel suo genere, molto più della freddezza di un computer per quanto efficiente. La realtà è che già negli anni le innovazioni tecnologiche (vedi l’autotune) sono entrate a gamba tesa nel settore, mostrando ancora una volta come l’uso della tecnologia possa coesistere con l’uomo.
Ma qui non stiamo parlando solo di software o prodotti che migliorano o implementano un qualcosa, ma di uno strumento che può sostituire un artista. E che magari aprirà una nuova strada per chi vorrà entrare nel settore, con costi sicuramente più bassi e magari senza un talento innato vocale. O anche autoriale. Insomma, quello che si prospetta è uno scenario forse inevitabile, ma che in qualche modo fa riflettere: operazioni come quella di Timbaland, sono il futuro della musica? Ma soprattutto, come vi sentireste se, un domani, la vostra canzone preferita fosse fatta con un algoritmo?
[📸 Instagram: timbaland]