In un momento storico in cui non vi è alcuna tendenza davvero vincente, a vincere resta ancora la praticità essenziale di certi capi che, anche nel loro essere basic, sono diventati parte di un establishment, quello dei cosiddetti capi irrinunciabili e che riescono a salvarci la vita anche in quelle occasioni in cui non sappiamo cosa indossare. In estate, l’irrinunciabile resta lei, la canotta bianca o tank top che dir si voglia. Sexy al punto giusto, disinvolta, pratica, capace di abbinarsi a ogni outfit conferendogli quel giusto mix tra effortless e sensualità, la canotta bianca è entrata di diritto nei nostri armadi e sembra ben determinata a non volerne uscire, per l’ennesima stagione consecutiva.
Certo, un must-have dell’estate lo è sempre stata, ma è solo nelle ultime stagioni che questo piccolo e semplice pezzo di cotone leggero si è elevato a statement, come se il suo fascino non risiedesse solo nella sua funzionalità, ma in qualcosa di più profondo. La canotta bianca come atto di femminilità libera e senza fronzoli, specie se indossata senza nulla sotto, ma anche come emblema di uno stile quiet luxury quotidiano, dove a fare la differenza non è tanto la stravaganza ma la qualità del capo.
Per questo non abbiamo smesso di comprarle ma anzi, ne abbiamo acquistate sempre di più, con fit, scolli e tessuti diversi. Come la t-shirt bianca, che resta l’equivalente ma in una chiave più “demure”, la canotta è qui per urlare al mondo che stile e fascino non sono dati da un abito ma dalla persona che lo indossa. In poche parole, quando si ha l’attitude giusta anche un denim e un tank top possono renderci la it-girl della serata. Probabilmente per qualcuno sarà scoraggiante verificare che, in un momento in cui la creatività sembra attraversare un periodo di crisi, l’oggetto del desiderio sia rappresentato da un top bianco che può essere realizzato praticamente da chiunque, sia da marchi di fast fashion che dal lusso più esclusivo.
Ma forse, questo bisogno di vestirsi con elementi basici, è anche una reazione al sistema stesso: prezzi troppo alti, qualità non sempre corrispondente, confusione e cambi di rotta fin troppo repentini. Dinanzi a queste dinamiche c’è chi ha scelto di astenersi, vestendosi con elementi basic e prestando più attenzione alla cura del corpo e, auspicabilmente, della propria interiorità. Siamo diventati troppo pigri per sperimentare o è la moda che è diventata noiosamente inaccessibile?
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