Quello della volgarità è un concetto assolutamente relativo. Esso è sottoposto a epoche, fattori culturali, più semplicemente il gusto personale. Eppure, nonostante sia stato spesso oggetto di critiche, il corpo – nella sua forma nuda e cruda – è tutto tranne che volgare. Ha a che fare con le leggi non scritte della natura e tutto ciò che appartiene alla natura, nella sua autenticità, non può essere volgare. Lo abbiamo coperto per anni, gridando allo scandalo non appena pochi centimetri di pelle venivano svelati. E quante donne sono state definite con gli epiteti meno gentili al mondo per la sola “colpa” di mostrare la pelle con genuina franchezza e senza finti pudori? In realtà, basterebbe fare un passo indietro nel tempo, ai padri dell’arte e della cultura occidentale come gli antichi greci e romani: le loro sculture erano quasi sempre rappresentate senza vestiti, nella perfezione eterna dei corpi di uomini e donne che di volgare non avevano assolutamente nulla. Una tradizione ripresa successivamente anche da maestri come il Canova, il Bernini e Auguste Rodin. Si potrebbe trovare mai qualcosa di sconveniente nelle loro opere, seppur svestite? Ovviamente no, anzi, è solo arte, l’arte più squisita nella sua forma più alta. Il corpo, in particolare quello femminile, considerato emblema di peccato da coprire assolutamente, ritorna protagonista nella sua accezione più sensuale e sofisticata. La moda, dopo anni di forzata discrezione e formalismi da parrocchia, è tornata a svestirsi e a svestire.
Un desiderio di erotismo ardente ma mai troppo spregiudicato, che avevamo già potuto apprezzare nelle scorse collezioni 2024 e 2025. Tessuti impalpabili e tocchi di vedo non vedo, lingerie dress e pizzi finemente lavorati, slip che sostituiscono i pantaloni e reggiseni che si portano come top. Che lo si prediliga più romantico o più essenziale, il segreto sta nella seduzione da adattare alla propria personalità. E con le passerelle Spring Summer 2026 abbiamo avuto la definitiva conferma che non si trattava di un trend passeggero ma di una necessità di espressione, quella di una nuova femminilità che non vuole censurarsi e che non rinuncia alla sensualità per la paura di un giudizio esterno superficiale. Una donna può essere intelligentemente nuda o stupidamente vestita: un concetto fondamentale seppur ancora tristemente sconosciuto ai più. O meglio, poco accettato. Dai pizzi retrò di Valentino ai trench trasparenti di Saint Laurent, dai cut-out dress “spietatissimi” di Tom Ford all’opulenza misteriosa di Schiaparelli, esistono mille e uno modi per vestire un naked look che possa lasciare il segno. Un corpo protagonista, un corpo esibito senza remore ma, soprattutto, un corpo che si fa voce di una personalità pensante. Tutto il resto sono solo cliché.
[📷Valentino.com]