Super Bowl, “Gesù ci capisce”: gli spot religiosi da 100 milioni di dollari, ecco chi c’è dietro

Eravamo rimasti a Zendaya proprietaria di un negozio di conchiglie, a Scarlett Johansson e il marito Colin Jost con Alexa che leggeva le loro menti e a Lindsay Lohan che pensava al fitness come svolta di vita. Quest’anno, tra i protagonisti degli attesissimi spot dei Super Bowl, invece troveremo… Gesù! Gli spot della campagna «He Gets Us» (Gesù ci capisce, è uno di noi) sono già trasmessi ormai da mesi dalle reti televisive delle principali città americane: messaggi diventati virali su YouTube e che, alla fine della prossima settimana, raggiungeranno l’evento sportivo dell’anno.

Una campagna finanziata dalla fondazione Servant Christian Foundation che ha già speso 100 milioni di dollari per i due spot che andranno in onda. Obiettivo? Arginare la perdita di giovani fedeli delle chiese: «Noi cerchiamo di raggiungere i millennials e la generazione Z con messaggi adatti alle loro sensibilità. Lo faceva anche Gesù che parlava di agricoltura ai contadini e di pesca ai pescatori». Hanno dichiarato i curatori della campagna, affidata all’agenzia di Markenting Haven. Una proposta che si traduce nel coinvolgimento nei gruppi di preghiera, nei piani di lettura comune della Bibbia e nella partecipazione alle comunità Alpha, gruppi che diffondono la fede degli evangelici. Un’operazione di marketing a tutti gli effetti, dunque, considerando che lo scopo è di raccogliere e investire nei prossimi tre anni un altro miliardo di dollari.

A confermarlo Haley Veturis, esperto di comunicazione digitale ed ex social media manager della Saddleback Church (chiesa con 11 sedi, quella con più fedeli in California): «Molte chiese considerano marketing una parola proibita, da nascondere, ma cos’è l’evangelizzazione se non marketing presentato con un altro nome?». Una filosofia non lontana da quella di pastori come Joel Osteen che ha trasformato vecchi palasport del basket in chiese da ventimila posti fino ad arrivare ai cosiddetti Christian TikTok: gli influencer dei micro-sermoni su Gesù. Quando anche la religione è al passo con i tempi, insomma. O, come molti credono, con la politica (dei numeri).

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