C’è un momento preciso, sul Lago Maggiore, in cui la luce cambia consistenza: succede al tramonto, quando l’acqua smette di riflettere il cielo in modo nitido e comincia a scomporlo in frammenti dorati. È proprio da questa trasformazione continua che nasce “Sul lago luccica”, il progetto espositivo dedicato alle opere di Helidon Xhixha, protagonista di una mostra diffusa che attraversa la sponda ticinese del lago e trasforma il paesaggio in parte integrante dell’esperienza artistica.
Il percorso ideato dall’Associazione Gambarogno Arte funziona come un dialogo continuo tra materia, acqua e riflessi. Le sculture monumentali in acciaio inox lucidato a specchio, cifra distintiva dell’artista, non interrompono il paesaggio ma lo assorbono, lo deformano e lo restituiscono sotto nuove forme. Le montagne si piegano sulle superfici metalliche, il lago si moltiplica in bagliori instabili e persino il movimento delle nuvole diventa parte dell’opera, in un gioco visivo che cambia continuamente a seconda dell’ora del giorno, del meteo e dello sguardo di chi osserva.


La mostra si sviluppa tra Vira Gambarogno, Ascona, Magadino, Gerra, Sant’Abbondio e San Nazzaro, seguendo un itinerario volutamente libero, senza un vero punto di partenza o una conclusione definita. Ogni luogo introduce un’atmosfera diversa: ad Ascona le opere dialogano con la luce ampia e aperta del lago, mentre a Magadino i riflessi si fanno più silenziosi e rarefatti nelle acque calme della riva. A Sant’Abbondio la dimensione cambia ancora e incontra quella spirituale e storica del territorio, mentre a Gerra la luce sembra frammentarsi nel respiro continuo dell’acqua.

Tra le installazioni più spettacolari c’è senza dubbio Iceberg, una grande scultura galleggiante che vive direttamente sul lago, senza piedistalli né strutture invasive. Di giorno cattura ogni variazione luminosa e amplifica il movimento dell’acqua, mentre la sera assume una presenza quasi sospesa e lunare, come se emergesse lentamente dalla superficie. Non è un caso che proprio quest’opera sia diventata una delle immagini simbolo del lavoro di Xhixha: presentata anche alla Biennale di Venezia, rappresenta una riflessione sul cambiamento climatico ma anche sull’idea di instabilità, trasformazione e fragilità del paesaggio contemporaneo.
Nato nel 1970 e formatosi tra Milano e Londra, Xhixha è oggi considerato uno dei nomi più riconoscibili della scultura contemporanea internazionale. Le sue opere monumentali sono state esposte in Europa, negli Stati Uniti e in Medio Oriente, sempre con l’idea di creare un rapporto diretto tra l’oggetto artistico e lo spazio circostante. Nel suo lavoro l’acciaio non appare mai freddo o statico: al contrario, diventa una superficie viva, capace di registrare il passaggio del tempo, la variazione della luce e la presenza del pubblico. Chi guarda finisce inevitabilmente dentro l’opera, riflesso tra cielo, acqua e paesaggio.


Anche per questo “Sul lago luccica” non si visita una sola volta, perché la mostra cambia continuamente e invita a tornare, magari nello stesso punto ma in un momento diverso della giornata, quando il lago ha un altro colore e le superfici specchianti restituiscono immagini completamente nuove. In un’epoca dominata dalla velocità e dall’attenzione frammentata, il progetto sceglie invece la lentezza, la contemplazione e l’idea di un’esperienza che non si esaurisce immediatamente, ma continua a modificarsi nel tempo insieme alla natura che la circonda.


[📸 Courtesy of Morino Studio]